La soia resistente ai nematodi produce di più, anche con ridotte infestazioni

Uno studio compiuto presso l'Università dell'Illinois ha permesso di accertare che è utile coltivare varietà di soia resistenti al nematode Heterodera glycines (nematode cisticolo della soia - SCN; link: Servizio Fitosanitario Emilia-Romagna), poiché tale parassita danneggia l'apparato radicale delle varietà suscettibili, riducendone la capacità produttiva; al contrario l'utilizzo di varietà resistenti al nematode permette di ottenere raccolti più elevati anche in presenza di ridotte infestazioni parassitarie, poiché in questo caso l'incremento della produzione raccolta non è esclusivamente riconducibile alla minore suscettibilità delle piante al nematode, ma è una caratteristica che dipende dallo stesso gene portatore della resistenza.

Il termine nematodi è sinonimo di nematelminti (=vermi cilindrici), alcuni dei quali sono anche parassiti umani e raggiungono a volte marcate dimensioni; in generale essi sono però vermi molto sottili, che vivono nel terreno e per questa ragione sono anche tra i principali parassiti della porzione ipogea delle piante coltivate. Alcuni nematodi sono entomoparassiti (es. Heterorhabditis) e sono quindi utilizzati in lotta biologica, poiché si sviluppano all'interno del corpo di alcuni insetti dannosi alle coltivazioni e alla fine li uccidono.

I nematodi cisticoli prendono il nome dalla circostanza che le femmine si trasformano in cisti contenenti uova, che rimangono aderenti all'apparato radicale. All'interno delle cisti si sviluppa la prole che successivamente parassitizza l'apparato radicale della pianta colpita. Poiché le infestazioni di questo tipo di nematodi si sviluppano sull'apparato radicale delle piante, gli agricoltori spesso si accorgono dei danni quando ormai la pianta è abbondantemente infestata; per questo motivo, essendo necessario prevenire le infestazioni, può essere risolutorio coltivare varietà di soia resistenti ai nematodi.

Come suggerisce Brian Diers ibridatore di soia dell'Università dell'Illinois (USA), il centro di ricerca della sua università, con il sostegno economico dell'associazione confederale dei produttori di soia, ha organizzato un programma regionale di test delle linee di soia selezionate. Sono stati raccolti dati durante un intervallo di tempo di 11 anni e la loro elaborazione consente ora di trarre molteplici informazioni.
E' da questo complesso aggregato di dati (dataset) che partono le considerazioni di Diers sulla resistenza ai nematodi cisticoli, tipica per lo più della varietà PI 88788; ma, egli suggerisce, ulteriori informazioni possono essere estrapolate riguardo le performance agronomiche di PI 88788, inclusa la sua capacità produttiva.

Considerando questo articolato 'dataset' proveniente da 408 località del Midwest (regione geografica della confederazione statunitense che comprende anche altri stati), i ricercatori hanno scoperto che la varietà PI 88788 era in grado di determinare un incremento produttivo anche in presenza di sole 20 uova di nematode/100 cm3 di suolo. Al contrario in assenza del parassita si riscontra un calo produttivo delle varietà resistenti, che è stato quindi correlato al gene che determina la resistenza della soia all'SCN; i ricercatori parlano in tal senso di Yield Drag (link: Università del Nebraska).

'Ma la maggior parte dei campi nel Midwest ha almeno un po' di infestazione', assicura Diers, precisando che 'così nella maggior parte dei casi c'è poca giustificazione a piantare varietà suscettibili per evitare il potenziale yield-drag'.

Un altro obbiettivo dei ricercatori è stato di cercare di capire se la crescente abilità dei nematodi a superare la resistenza della varietà PI 88788 avesse già pregiudicato, nei terreni del Midwest statunitense, i vantaggi offerti dal suo utilizzo; ma il risultato ha smentito questa ipotesi.
Riferisce Diers:'Per me questo è un messaggio alla comunità dei produttori, agli operatori del settore della soia che il cielo non è caduto, che la resistenza alla varietà sta in media lavorando bene nella maggior parte dei campi di coltivazione'. In ogni caso egli segnala che in presenza di resistenza alla detta varietà, migliori scelte sono la varietà 'Peking' (=Pechino), o la varietà 437654, sebbene subito precisa che si tratta di varietà poco disponibili sul locale mercato.

La fonte rimanda in conclusione ad approfondire questo argomento leggendo sulla rivista 'Crop Science', l'articolo scaturito dalla ricerca effettuata ed intitolato: 'Impact of soybean cyst nematode resistance on soybean yield' (Impatto sui raccolti di soia della resistenza al nematode a cisti).

Questa ricerca è stata sovvenzionata dall'Associazione Confederale dei Produttori di Soia.

Fonte/i: University of Illinois College of Agricultural, Consumer and Environmental Sciences (ACES), 23 febbraio 2017

Autore dell'articolo: , 28 febbraio 2017

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