Come eliminare i virus alimentari aiutandosi con succo di mirtillo e di agrumi

Un gruppo di ricercatori canadesi è riuscito a trovare un metodo per eliminare la contaminazione virale degli alimenti (Norovirus), che in alcuni casi pone a grave rischio la salute dei consumatori, senza che le imprese agroalimentari riescano agevolmente ad aggirare questo problema.

Il punto è che sebbene i virus animali non si riproducano sui vegetali, poiché in generale i virus si riproducono solo all'interno delle cellule degli organismi che parassitizzano (animali, vegetali, batteri), essi possono contaminare gli alimenti e rimanere vitali su di essi, a volte per periodi così prolungati da avere l'opportunità di aggredire nuovamente i loro organismi bersaglio.

Nel caso di un virus umano che abbia contaminato un alimento, esso può agevolmente reinfettare le persone attraverso la catena alimentare. Così è quanto avviene ad esempio nel caso dei norovirus, i quali provocano gastroenteriti nelle nazioni sviluppate, attraverso la contaminazione di verdura fresca.

Esistono dei trattamenti per eliminare i rischi provenienti dai virus, ma in alcuni casi essi potrebbero alterare le proprietà fisiche e nutritive dell'alimento, che si vuole decontaminare, specialmente quando si proceda con la pasteurizzazione a freddo, utilizzando radiazioni (raggi x e raggi gamma), la cui dose necessaria per eliminare i virus dai vegetali freschi è maggiore di quella normalmente utilizzata per eliminare batteri, muffe, parassiti e insetti.

Per aggirare questo problema una ricercatrice dell'Istituto nazionale canadese per la Ricerca scientifica (INRS), Monique Lacroix, ha realizzato un fluido di copertura a base di succo di agrumi e di mirtillo, da applicare ai vegetali (ad es. lattuga e fragole) prima dell'usuale trattamento di 'Pasteurizzazione', effettuato con radiazioni. In queste condizioni gli acidi organici e i polifenoli contenuti nel succo intaccano la copertura proteica dei virus, inibendone l'attività e rendendo questi organismi molto più sensibili alle usuali dosi di trattamento, effettuato con radiazioni gamma. In tali condizioni i virus possono quindi essere eliminati insieme agli altri parassiti, senza alterare le proprietà fisiche e nutritive dei vegetali freschi.

Come riferisce la dottoressa Monique Lacroix, principale autore di questo studio: 'Di solito i Norovirus richiedono una dose d'irraggiamento di 3 kilograys (kGy), ma noi abbiamo mostrato che il tempo di trattamento è ridotto della metà, con questo miscuglio spray di frutta, che agisce come antimicrobico naturale. L'utilizzo di questi antimicrobici naturali previene il disfacimento cellulare, o lo scoloramento bruno.'

La professoressa Lacroix ha provato, per la prima volta, il trattamento a base di succo di mirtillo e agrumi in combinazione con quello che si serve di radiazioni gamma. Come ella riferisce: 'Sia il succo che l'estratto, quando utilizzati da soli, hanno l'abilità di rimuovere i Norovirus, ma quando combinati con la pasteurizzazione a freddo (con raggi gamma) durante lo stesso trattamento, le concentrazioni di frutta richieste sono significativamente più basse'.

La contaminazione da Norovirus può verificarsi prima e dopo il raccolto, ad esempio, per irrigazione con acque contaminate, per esondazione di canali di acque scure, o per manipolazione da parte di soggetti portatori del virus.

Ma comunque vien precisato da Alexandra Gobeil, primo autore di questo studio e master in microbiologie applicate presso l'Istituto nazionale canadese per la Ricerca scientifica: 'A differenza dei batteri i Norovirus non si moltiplicano sul cibo. Essi sono depositati lì e vi rimangono finché un essere umano (raccogliendoli) viene infettato'. La sua ricerca è stata pubblicata il 12 febbraio 2020 sul Journal of Applied Microbiology (=Giornale di Microbiologia applicata).

Il nuovo composto ricoprente di origine vegetale è stato provato sperimentalmente sulla lattuga, un vegetale tra i più fragili durante il processo di conservazione. Lo stadio successivo della ricerca mira a a valutare l'efficacia di tale succo di frutta, in processi produttivi di dimensione maggiore, attaverso la collaborazione con industrie del settore agralimentare.

Fonte/i: Institut national de la recherche scientifique (INRS), 19 febbraio 2020

Autore dell'articolo: , 29 febbraio 2020

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