Una varietà di frumento GM a maggiore efficienza fotosintetica sarà provata in UK

Una certa retorica pseudo-ambientalista spinge molte persone a travisare il tema degli OGM diffondendo, tra le varie idee sbagliate, quella che gli organismi geneticamente modificati siano necessariamente legati all'uso degli erbicidi, o di altre sostanze chimiche tossiche e quindi siano direttamente, o indirettamente causa di inquinamento. Questo fatto è portatore chiaramente di una valenza negativa, che impedisce di dibattere a mente aperta questo tema che si muove intorno ad aspetti scientifici che, come tali, possono essere agevolmente verificati attraverso un'adeguata conoscenza delle opzioni che la ricerca ci mette a disposizione.

E' notizia recente che in Gran Bretagna sono state appena autorizzate dal Ministero dell'Agricoltura (DEFRA) della Gran Bretagna una serie di prove di campo, che interesseranno una nuova varietà di frumento GM.
Le prove dovranno valutare le qualità agronomiche di una nuova varietà geneticamente modificata di frumento, sviluppata nel centro di ricerca di Rothamsted che, in base a quanto anticipato dai ricercatori, punta a migliorare l'efficienza fotosintetica del frumento. E' peraltro noto che l'efficienza fotosintetica del frumento è in nord-Europa già di per sé più elevata, a causa di una maggiore disponibilità di acqua e temperature non troppo elevate in corrispondenza dello stadio di riempimento dei granelli (granigione). Tali condizioni climatiche aiutano in particolare le graminacee 'C3' (frumento, orzo, ecc.) a ridurre il fenomeno della foto-respirazione, che nei climi caldi incide negativamente sull'efficienza del processo fotosintetico.

E' utile precisare, per tracciare una linea di demarcazione sull'uso delle biotecnologie, che il frumento è una di quelle colture in cui gli ibridi transgenici sono stati poco sviluppati e comunque non si sono diffusi; questo fattore ha tenuto tale coltura al riparo da speculazioni che frequentemente danneggiano le filiere in cui si utilizzino le biotecnologie e che risultano particolarmente nocive alle produzioni alimentari di qualità come quella degli alimenti preparati con farine di frumento (pane, pasta, biscotti, dolci).

Contemporaneamente trattandosi di una commodity rilevante nell'alimentazione di base, soggetta a forti variazioni produttive e conseguenti oscillazioni di prezzo a livello mondiale, vi è, al crescere della precarietà economica di molte nazioni, un forte interesse ad aumentare le rese produttive del frumento/unità di superficie.

In questo ambito della discussione trovano così spazio anche i discorsi, vagamente demagogici, che vogliono giustificare l'uso di queste biotecnologie semplicemente per aumentare la disponibilità di alimenti, che teoricamente servirebbero a sfamare un maggior numero di persone. In realtà la maggiore disponibilità di commodity (derrate) agricole può influenzare il prezzo ma non sempre la disponibilità di alimenti, che è legata alla distribuzione delle ricchezze nei diversi stati del mondo.
Tale approccio comunicativo è comunque solo un aspetto settoriale di uno stile divulgativo che spesso i ricercatori di strutture pubbliche propongono per giustificare l'abbondante ricorso a fondi statali per sovvenzionare ricerche costose e poco apprezzate dall'opinione pubblica, ma pur sempre necessarie. Tutto ciò non deve portarci fuori strada: serve comunque mantenere obbiettività nel valutare le innovazioni tecnologiche, che la scienza ci pone a disposizione.

Nella consapevolezza della necessità di un'adeguata comunicazione e condivisione delle attività di ricerca che avverranno in campo, come segnala il centro di Rothamsted, sono state prima effettuate una serie di attività di comunicazione, informazione e dibattito con l'opinione pubblica, necessarie a ottenere l'autorizzazione del locale Ministero dell'Agricoltura (DEFRA): il centro di ricerche di Rothamsted ha subito una fase di verifica da parte del comitato indipendente di Consulenza sul Rilascio nell'Ambiente (ACRE) ed inoltre il DEFRA ha condotto una consultazione pubblica di 48 giorni. Successivamente a questa fase di verifica, riferiscono da Rothamsted, l'ACRE si è mostrato soddisfatto che tutte le questioni ambientali segnalate dal pubblico siano state spiegate e risolte.
Nello stesso periodo di tempo il Centro di ricerca ha effettuato una consultazione pubblica e risposto a domande della gente e di specifici gruppi di interesse.

Il test di campo che potrà ora essere condotto verificherà se le piante di frumento GM hanno una maggiore efficienza fotosintetica e se questo tratto fenotipico è in grado di determinare un incremento del raccolto nelle coltivazioni di pieno campo.

Passando agli aspetti scientifici legati a queste prove di campo, la fonte segnala che la varietà di frumento che sarà oggetto di sperimentazione è stata sviluppata al centro di ricerche di Rothamsted in collaborazione con l'Università dell'Essex e della Lancaster University con l'obbiettivo di ottenere una maggiore conversione fotosintetica di energia in biomassa, cioè avere una maggiore efficienza fotosintetica, al fine di poter produrre un maggior raccolto. Ma le reali prestazioni produttive di queste piante potranno essere conosciute solo dopo l'effettuazione delle prove di campo.

L'aspetto della cattura della luce, che sta a monte del suo efficiente utilizzo nella fotosintesi, era già stato migliorato (ottimizzato) in molte colture attraverso il miglioramento genetico tradizionale, che aveva puntato a migliorare gli 'indici fogliari': essi esprimono la capacità della pianta di captare la luce e il loro valore è influenzato principalmente dalla superficie fogliare totale in rapporto a quella del terreno (Leaf Area Index, LAI) e dall'inclinazione delle foglie rispetto ai raggi solari.

La profess.ssa Christine Raines direttrice della Scuola di Scienze biologiche all'università dell'Essex e principale ricercatore in questo progetto di ricerca ha riferito:'L'efficienza del processo di fotosintesi integrata attraverso la stagione è il maggiore fattore determinante il raccolto della coltivazione'. Comunque finora non si usava selezionare la fotosintesi per ottenere elevati raccolti delle coltivazioni nei programmi di miglioramento tradizionali e rappresenta (quindi) una opportunità non sfruttata. Ma adesso c'è evidenza che migliorare l'efficienza della fotosintesi, attraverso la trasformazione genetica, è uno degli approcci promettenti per conseguire un più elevato potenziale di raccolto nel frumento'.

Ha aggiunto la Dott.ssa Raines: 'In questo progetto abbiamo modificato geneticamente le piante di frumento per migliorare l'efficienza di conversione dell'energia solare in biomassa. Abbiamo mostrato che queste piante portano avanti la fotosintesi in modo più efficiente in condizioni di serra. Uno dei passi della fotosintesi che ha mostrato di limitare questo processo è portato avanti dall'enzima enzymesedoeptulosio-1,7-bifosfatasi (SBPasi). Noi abbiamo ingegnerizzato le piante di frumento GM per produrre un maggior quantitativo di SBPasi, introducendo un gene per l'SBPase proveniente dal Brachypodium distachyon (Bromus rigidus), una specie di pianta parente del frumento (una graminacea selvatica) e utilizzata come pianta-modello negli esperimenti di laboratorio'.

La dott.ssa Elizabete Carmo-Silva che ha collaborato, presso la Lancaster University, a questo progetto di ricerca ha aggiunto:'Abbiamo prodotto due tipi di piante, una nella quale funzionano due copie aggiuntive di SBPasi e un'altra in cui sono attive 6 copie aggiuntive. Durante le prove di campo misureremo l'efficienza fotosintetica delle piante in campo e determineremo la biomassa totale delle piante presente sopra la superficie del suolo ed il raccolto di granella per unità di superficie, alla piena maturazione. Misureremo anche il numero di spighe del frumento per unità di superficie ed il numero e il peso dei granelli per spiga. Da questi dati noi stimiamo l'Harvest Index (indice del raccolto), che è la proporzione di biomassa che si localizza nel granello.'

Infine il dott. Malcom Hawkesford, direttore del Dipartimento di Biologia vegetale e Scienza delle Colture e principale responsabile delle prossime prove di campo a Rothamsted, conclude dicendo:'Noi realizzeremo il proposto esperimento controllato in strutture che abbiamo già realizzato qui al Centro di Ricerca di Rothamsted. Questa prova sarà un significativo passo a vanti poiché saremo in grado di stimare nelle Reali Condizioni ambientali il potenziale di queste piante di produrre di più utilizzando, stesse risorse e superficie di terreno, rispetto alle varietà non geneticamente-modificate. Queste prove di campo sono l'unica maniera di stimare la fattibilità di una soluzione che può portare benefici economici agli agricoltori, guadagni al contribuente fiscale britannico, per l'investimento di lungo periodo in questa ricerca, benefici al complesso dell'economia britannica ed all'ambiente in generale. Qui a Rothamsted siamo molto felici di fornire ogni ulteriore informazione e spiegazione in questo ambito di ricerca. Maggiori informazioni riguardo questo progetto possono essere trovate al seguente indirizzo internet di Rothamsted Research.

Fonte/i: Rothamsted Research Station (UK), 1 febbraio 2017

Autore dell'articolo: , 28 febbraio 2017

Indirizzo permanente di questo articolo: https://www.agrolinker.com/?id=1732

© Riproduzione Riservata          Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker         

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Alcuni articoli tematicamente collegati:
  1. Nuovo metodo consentirà rapido prelievo - trasferimento di geni di resistenza

  2. Creata una pianta domestica biotecnologica che depura la casa da sostanze inquinanti

  3. Il mais transgenico ‘BT’ ha ridotto il rischio di attacchi di piralide in varie colture

  4. Nuova varietà di riso transgenico produce molta granella anche quando c'è siccità

  5. La soia resistente ai nematodi produce di più, anche con ridotte infestazioni

Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker