E' necessario definire meglio il periodo di coltivazione sulla base di serie storiche di dati agrometeorologici, che tengano in conto anche l'umidità del suolo nella stima della reale entità delle siccità

In alcuni stati della federazione statunitense permane fin dall'estate scorsa una intensa siccità, che ha portato molte persone a tenere in sempre maggiore considerazione la teoria del riscaldamento globale, che ormai fornisce uno spunto e a volte, forse, purtroppo una giustificazione per l'impossibilità di raggiungere migliori risultati nel contenere gli effetti che la siccità produce sulle colture e sui prezzi delle commodity agricole.

Uno studio recentemente svolto presso l'Università dell'Oklahoma sembra volerci richiamare al pragmatismo della scienza agronomica che ha tra i suoi riferimenti scientifici alcuni principi, che se ben considerati possono offrire degli strumenti per analizzare il problema siccità e tentare almeno in parte di ovviarlo.

In particolare i ricercatori dell'Università statale dell'Oklahoma stanno mettendo a punto un calendario affidabile delle ricorrenze siccitose stagionali, che potrebbe aiutare gli agricoltori ad ottimizzare il ciclo di produzione delle colture, evitando di includervi quei giorni in cui la siccità sia particolarmente intensa. In senso più pratico bisogna sincronizzare la crescita delle colture con i periodi di tempo in cui è meno probabile che si verifichi la siccità. Questo in parte già avviene facendo ricorso a serie storiche di dati meteorologici (in genere: pioggia e temperature).
Ciò che ci viene ricordato attraverso questa ricerca è che i dati meteorologici non tengono conto delle proprietà del suolo, le quali si riflettono sulla sua umidità, che inoltre varia tra differenti località, in funzione della differente composizione granulometrica (tessitura), ovvero del rapporto tra le principali componenti minerali del suolo: sabbia, limo e argilla.

Spiega Tyson Ochsner, principale autore dello studio: 'Le variabili atmosferiche non tengono conto dell'umidità del suolo, e l'umidità del suolo può fornire un importante tampone contro una mancanza di precipitazioni di breve periodo'.

In un tentativo di stimare in modo più accurato la probabilità di siccità, Ochsner e i co-autori, Guillherm Torres e Romulo Lollato, hanno utilizzato 15 anni di misurazioni dell'umidità del suolo in 8 differenti località dell'Oklahoma, per calcolare la sua carenza di umidità e quindi determinare i giorni, nei quali sarebbero state probabili delle condizioni siccitose.

Il risultato dello studio, cominciato come progetto di ricerca di classe condotto da studenti, è stato pubblicato il 29 gennaio sul Giornale di Agronomia. I ricercatori hanno scoperto che i periodi di carenza idrica del suolo identificavano con maggiore precisione quando sarebbe stato più probabile che le piante avrebbero sofferto di stress idrico, a confronto con i risultati delle tradizionali misurazioni atmosferiche, se utilizzate nella modalità indicata da precedenti ricerche.

La carenza idrica del suolo è definita in questo studio come la differenza tra la capacità del suolo di trattenere acqua (=capacità idrica massima) ed il contenuto reale di acqua calcolato da misurazioni di lungo periodo dell'umidità del suolo (=capacità di campo). I ricercatori hanno quindi confrontato quella carenza di acqua del suolo, con un valore soglia al quale le piante sperimenterebbero lo stress idrico e, quindi, condizioni di siccità (=probabilmente qui si intende il Coefficiente di appassimento permanente, ovvero il punto in cui la forza di ritenzione dell'acqua da parte del terreno eguagli la forza di assorbimento radicale).

Tale soglia è stata determinata per ciascun sito di studio, poiché l'acqua disponibile, un fattore utilizzato per calcolare la soglia, è influenzato da specifiche condizioni del suolo, dipendenti dalla sua composizione granulometrica.
Riferisce Ochsner: 'Il contenuto di acqua del suolo varia nei diversi luoghi e profondità dipendendo dal contenuto in sabbia, limo e argilla. L'acqua prontamente disponibile è un parametro specifico del luogo e della profondità'.

Calcolando la carenza di acqua nel suolo e la soglia di stress per i siti di studio, il gruppo di ricerca ha confrontato la stima da essi effettuata della probabilità di siccità alla stima effettuata in passato utilizzando i dati atmosferici.
Essi hanno scoperto così che un metodo precedentemente sviluppato, che si avvaleva di soli dati atmosferici, spesso sotto-stimava le condizioni di siccità, mentre la misurazione della carenza di acqua nel suolo stima molto più accuratamente e consistentemente la possibilità di siccità.
Pertanto i ricercatori suggeriscono che i dati dell'acqua del suolo siano utilizzati, quando disponibili, per creare una rappresentazione grafica dei giorni nei quali siano probabili condizioni di siccità.

Nel caso in cui le misurazioni relative al suolo non siano disponibili, i ricercatori raccomandano comunque che i calcoli utilizzati per le stime atmosferiche siano riconfigurati per essere più accurati. Gli autori, viene precisato dall'ufficio di comunicazione, fecero due volte delle modifiche nei loro studi, la prima riducendo la soglia di carenza d'acqua alla quale le piante si riteneva fossero stressate, permettendo in tal modo che una più ridotta carenza fosse considerata come situazione di siccità. Essi inoltre incrementarono il numero di giorni durante i quali le carenze nei parametri atmosferici erano sommate. Entrambi tali cambiamenti fornirono stime che meglio si accordavano con le probabilità di carenza d'acqua.

E' necessaria un'ulteriore attività di ricerca, riferisce, Ochsner, per ottimizzare i calcoli atmosferici e fornire stime accurate per coloro che fossero senza dati di umidità del suolo. 'Siamo in tempo per avere un rapido incremento della disponibilità di dati dell'umidità del suolo, ma molti utenti dovranno poter contare ancora su metodi basati sulla carenza di acqua nell'atmosfera, per luoghi nei quali i dati sull'umidità del suolo siano insufficienti'.

A prescindere dal metodo utilizzato, Ochsner ed il suo gruppo di lavoro sperano che la loro ricerca aiuterà gli agricoltori a meglio pianificare la coltivazione delle loro colture ed evitare costose perdite per la siccità.

Fonte/i: Società Americana di Agronomia, 30 gennaio 2013

Autore dell'articolo: , 31 gennaio 2013

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