I suoli compattati riducono del 28% le rese; ma è possibile correre ai ripari

L'istituto argentino di tecnologia agro-zootecnica lancia l'allarme su un'emergenza che mina l'entità dei locali raccolti: il compattamento del suolo, in un momento in cui l'Argentina ha sofferto di estesi allagamenti nelle zone agricole.

Il transito di macchine pesanti durante la fase di raccolta in appezzamenti ancora bagnati e la contemporanea mancanza di rotazioni colturali, viene puntualizzato, compattano lo strato superficiale e quello sotto-superficiale, degradando la risorsa suolo e ponendo quindi a rischio la sua capacità produttiva. Per questo i tecnici dell'INTA, in occasione dell'annuale fiera 'AgroActiva' che ha avuto luogo tra il 31 maggio ed il 3 giugno a Santa Fe (capoluogo dell'omonima provincia argentina) hanno mostrato, agli agricoltori intervenuti, le strategie idonee a restaurare la struttura e la porosità del suolo.

Per Guillermo Gerster, estensionista del INTA Roldán, Santa Fe, la compattazione dei suoli è una problematica 'con numerose cause' tra le quali egli ha evidenziato le condizioni di umidità dei suoli, il passaggio di macchine agricole pesanti e la monocoltura di soia. Inoltre nelle ultime campagne produttive la presenza di falde freatiche prossime alla superficie, egli riferisce, ha aggravato il problema.

Come segnala Gerster:'Quando una ruota si sposta su un suolo nudo produce un effetto differente da quello generato su uno coperto' ed ha aggiunto 'E' che la presenza di un'abbondante copertura di stoppie ammortizza parzialmente l'effetto del transito'.

A questo aspetto si riferisce in particolare la ricerca realizzata da Gerster e Silvina Bacigaluppo, dell'INTA – Oliveros, di Santa Fé, specialista nei tipici suoli locali “argiudol”. Come ella evidenzia:'I settori attraversati presentano una diminuzione del rendimento in soia e mais del 28% e 15%, rispettivamente, rispetto alle zone senza transito'.

Inoltre i due ricercatori hanno osservato un incremento della densità apparente, una riduzione dell'infiltrazione, una minore esplorazione del suolo da parte delle radici e una diminuzione della presenza numerica e della quantità in peso di noduli radicali (tipici delle leguminose azoto-fissatrici simbionti).

La densità è pari al rapporto tra sua massa e il volume occupato e aumenta all'aumentare della massa contenuta nell'unità di volume. La densità apparente, rispetto a quella complessiva, riflette maggiormente la condizione del suolo ed ha una maggiore rilevanza, poiché comprende anche la porosità presente in una data unità di volume, che è influenzata dalla tessitura e dalla struttura del suolo. Pertanto la densità apparente è soggetta ad una maggiore variazione e aumenta al diminuire della porosità ed all'aumentare della compattazione del terreno, cioè al venir meno della sua struttura.

In questo ambito Bacigaluppo ha sottolineato l'importanza di 'ridurre l'impatto della compattazione attraverso una strategia che combini il transito controllato e l'uso di pneumatici di maggiore superficie di appoggio e minore pressione specifica.'

La questione, come viene segnalato, è che sebbene l'uso estensivo della semina diretta nella regione della Pampa abbia permesso di ridurre i processi erosivi in presenza di monocoltura, le radici della soia (una coltura molto praticata in Argentina) hanno però una scarsa capacità di crescere nei terreni compatti. Per questo motivo i due ricercatori dell'INTA suggeriscono l'inserimento in rotazione di graminacee invernali, al fine di recuperare la porosità delle zone degli appezzamenti che col tempo si siano compattate.

Entrambi i ricercatori che han condotto questo studio sono d'accordo nell'affermare che ' i suoli della regione della Pampa sono capaci di recuperare la struttura e la porosità colpita da compattazione'.

Per conseguire questo risultato essi raccomandano la semina intensiva di graminacee e una gestione adeguata con semina diretta e concimazione. 'In tal modo si manterrà un elevato livello di copertura e porosità sia in inverno che in estate, circostanza che migliora il bilancio della sostanza organica e degli elementi nutritivi', ha spiegato Bacigaluppo. Ella poi ha aggiunto:'I suoli in semina diretta con un'adeguata rotazione di graminacee, mediante l'effetto delle radici e dell'attività biologica, associati a processi di umidificazione e disseccamento hanno la capacità di recuperare la struttura, sebbene possono essere necessari vari anni'.

Secondo questa strategia, suggeriscono di adottare la rotazione di graminacee come frumento, avena, orzo, o segale. Sia che si tratti di coltivazioni da granella, o per copertura del suolo, esse permettono di recuperare la porosità dei terreni e contribuiscono al bilancio della sostanza organica e ciò permette inoltre di abbassare le falde quando queste sono prossime alla superficie.

Nel caso della semina di coltivazioni di copertura, gli specialisti hanno raccomandato:'la combinazione di graminacee in mescola con leguminose', dato che queste ultime permettono di aggiungere azoto proveniente dall'atmosfera, fissandolo in forma biologica.

'Uno dei vantaggi delle graminacee invernali come il frumento – ha dettagliato Gerster - è che normalmente, durante il loro impianto, trovano un suolo umido per periodi prolungati e quindi hanno maggiori possibilità di crescere nei settori compattati; oltre a ciò il fatto di essere seminate in file vicine permette loro una maggiore capacità di esplorazione del profilo del suolo'.

Fonte/i: Instituto Nacional de Tecnologia Agropecuaria (INTA; Argentina), 1 giugno 2017

Autore dell'articolo: , 30 giugno 2017

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