Le immagini dei satelliti spia offrono informazioni sui cambiamenti storici degli ecosistemi

Uno studio condotto presso l’università di Friburgo ha valutato la possibilità d’uso delle fotografie effettuate fin dagli anni ‘70 da satelliti militari impegnati nella Guerra Fredda, tra il blocco occidentale dei paesi NATO e quello orientale del Patto di Varsavia e dell’ex-Unione Sovietica

Successivamente alla caduta del Muro di Berlino ed al venir meno di tale contrapposizione, le fotografie disponibili, provenienti da quattro storici programmi satellitari, di spionaggio statunitense, sono state declassificate ed analizzate: si tratta di una notevole quantità di materiale fotografico, che sebbene in bianco e nero, è molto interessante poiché riguarda quasi tutta la terra, durante le diverse stagioni. Ne risulta un’immagine fedele del nostro pianeta.

Le fotografie disponibili arrivano fino agli anni ‘60 e permettono in tal modo di risalire alle modifiche del territorio, che hanno avuto luogo in tale lasso di tempo, abbastanza esteso, che renderebbe possibile una migliore comprensione di alcuni fenomeni ecologici.

L’ecologia studia le interazioni tra gli esseri viventi (piante, animali, ecc.) e il loro ambiente di vita. In tal senso poter disporre di foto di quasi tutto il pianta, che fanno riferimento a un esteso lasso di tempo consente di analizzare le modifiche del territorio e da esse rilevare la modifica degli ambienti e quindi degli ecosistemi, cioè del rapporto tra gli ambienti e le specie che vi vivono.

Come riferiscono i ricercatori che han condotto questo studio, tali immagini sono già state utilizzate in vari campi applicativi, ma non ancora per studi di ecologia e di conservazione degli ambienti naturali. I cambiamenti storici nell’uso del territorio e le implicazioni per gli ecosistemi contemporanei e la loro gestione è l’ambito d’interesse della dottoressa Catalina Munteanu, che è ricercatrice di post-dottorato, presso la Cattedra di Ecologia e Gestione della fauna selvatica, della Facoltà di Ambiente e Risorse Naturali dell’università di Friburgo.

Ella partendo da alcune immagini satellitari ha proposto alcuni esempi delle potenzialità applicative offerte dall’analisi delle fotografie scattate, nel corso degli anni:
Ad esempio, una fotografia mostra la traccia di un esbosco, effettuato molti anni prima, ma solo in parte di un territorio boschivo. L’area immediatamente adiacente risulta quindi di aspetto differente; da ciò si può dedurre ne sia derivata una frammentazione degli habitat delle specie, originariamente presenti in tale ecosistema forestale.

In modo analogo uno studio effettuato nel 2020, dallo stesso gruppo di ricercatori, attirò interesse, avendo potuto mostrare che in un territorio stepposo, oggetto di studio, un calo inaspettato delle popolazioni di marmotte dipendeva dalla modifica dell’uso del suolo, nel corso degli anni, in direzione della pratica dell’agricoltura.

Spostando tale valutazione a livello generale, secondo i ricercatori, si può ritenere che in futuro si possa arrivare a una migliore mappatura dell’estensione storica degli ambienti naturali e della struttura degli ecosistemi, e quindi a una più precisa ricostruzione degli habitat passati e dell’originaria distribuzione delle specie.
Inoltre si potrebbero ottenere maggiori informazioni circa l’impatto storico dell’azione antropica sulle condizioni attuali degli ecosistemi, ricavando quindi informazioni utili alla pianificazione della conservazione delle specie e al ripristino degli ecosistemi.

Il grosso limite a ottenere i risultati sopra prospettati è nella difficoltà di accesso a tali dati, che sebbene de-secretati, viene segnalato, è tuttora limitata. E’ quindi evidente che l’obbiettivo di questa ricerca sia anche di utilizzare la sua comunicazione, per ottenere di sensibilizzare chi abbia potere di ridurre gli ostacoli che s’interpongono all’accesso alle immagini satellitari. In particolare si tratterebbe degli enti proprietari delle immagini, gli esperti di telerilevamento e anche la comunità scientifica, di cui, attraverso questo studio, i ricercatori di Friburgo hanno cercato di suscitare l’interesse.
Le principali criticità d’accesso, da essi segnalate, risultano essere l’elevato costo di consultazione e l’ostacolo a poterle condividere le fotografie con i dati degli studi in cui siano inserite.

Come chiarisce in conclusione la dottoressa Munteanu: ‘Questo articolo è un appello alla collaborazione interdisciplinare tra ecologisti, ambientalisti e specialisti di telerilevamento per esplorare l’intero potenziale di questi incredibili set di dati.
I nostri pochi studi precedenti hanno rivelato che senza considerare il passato, potremmo trarre conclusioni errate sullo stato attuale dell’ambiente. Per consentire queste indagini scientifiche, chiediamo il supporto dei titolari dei dati nel rilascio e nella pre-elaborazione dei dati’.

Questo progetto di ricerca è stato sostenuto dalla Commissione Europea, nell'ambito del programma Marie Sklodowska-Curie, dal gruppo di formazione alla ricerca ConFoBi della Fondazione tedesca per la scienza (DFG), dall'Istituto Leibniz per l'ecologia delle acque dolci e la pesca nelle acque interne e dalla NASA Land-Cover and Land-Use Programma di cambiamento (LCLUC).

Fonte/i: University of Freiburg - Office of University and Science Communications, 20 febbraio 2024

Autore dell'articolo: , 31 marzo 2024

Indirizzo permanente di questo articolo: https://www.agrolinker.com/?id=2068

© Riproduzione Riservata          Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker         

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Alcuni articoli tematicamente collegati:
  1. Le immagini dei satelliti spia offrono informazioni sui cambiamenti storici degli ecosistemi

  2. I ricercatori del MIT mappano da remoto i raccolti, campo per campo

  3. La ricerca agricola brasiliana sta realizzando strumenti economici ed efficaci per il monitoraggio della qualità delle derrate da esportare

  4. Il ricorso alle colture di copertura è aumentato negli Stati Uniti, incentivato da politiche governative

  5. Realizzata una cartografia GIS dei suoli africani ad elevato livello di dettaglio

Collegamento all'elenco dei feeds RSS di Agrolinker