MIPAAF_FILIERA DEL TABACCO: NESSUN CONTRIBUTO A NESSUNA MULTINAZIONALE
"Stupiscono le dichiarazioni del Senatore Saverio De Bonis in merito alle intese pubbliche sugli acquisti di tabacco tra Mipaaf e Philip Morris.
Le informazioni rese dal Senatore nella sua intervista ad organi di stampa di oggi sono destituite di ogni fondamento.
In particolare il Senatore nell'intento di "informare i cittadini" inventa un fantomatico contributo da parte del Ministero alla Philip Morris sulla filiera del tabacco. Si confida che l'errore del Senatore sia in buona fede e abbia male interpretato le notizie relative a tali accordi.
Giusto quindi ribadire la realtà per una piena informazione dei cittadini. Non esiste nessun contributo del Mipaaf a nessuna multinazionale del tabacco.
Da anni il Mipaaf, al fine di tutelare i tabacchicoltori e una filiera che occupa migliaia di persone, sottoscrive intese a titolo gratuito con i trasformatori di tabacco, compreso Philip Morris, per impegnarli ad acquistare tabacco in Italia.
Gli 80 milioni di euro citati dal Senatore De Bonis non sono quindi un contributo del Ministero a Philip Morris, ma quanto la stessa Philip Morris investe in Italia per acquisti di materia prima dagli agricoltori nazionali".
Così l'ufficio stampa del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Comunicato dell'Ufficio Stampa
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali dell'8 dicembre 2020
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GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA): UN PIANO STRATEGICO PER LA COLTIVAZIONE DEL TABACCO
Diventa sempre più urgente la definizione di un piano strategico per il settore tabacchicolo nazionale. Quanto resta del settore in Italia non può essere messo ulteriormente in discussione per l’assenza di scelte politiche e provvedimenti normativi e di incertezze di mercato. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo al webinar sul futuro della filiera del tabacco. L’incontro è stato promosso da Confagricoltura, Cia Agricoltori e Unitab.
Giansanti ha indicato le priorità: politica nazionale per il comparto, con una grande attenzione ai cambiamenti necessari, in termini di innovazione e sostenibilità; impegni concreti e pluriennali delle major a continuare ad investire in Italia; migliore gestione di tutta la filiera proiettata nel lungo periodo.
Altro aspetto su cui intervenire, per il presidente di Confagricoltura, è quello legato alla fiscalità del settore. Va semplificato l’attuale impianto normativo, rimuovendo tecnicismi complessi, programmando gli eventuali incrementi fiscali, per evitare brusche variazioni della domanda, e contestualmente garantire gettito per lo Stato ed equità fiscale.
La situazione di stallo e di indecisione sia sui prezzi, sia sul prodotto realmente consegnato a fronte del contrattato – anche a causa delle numerose calamità atmosferiche – da troppo tempo non permette alle aziende una programmazione appropriata della coltivazione e dei relativi nuovi investimenti necessari, tutto ciò a fronte della concorrenza sempre più agguerrita dei mercati internazionali.
“Siamo di fronte a un settore che, nonostante la contrazione dei volumi prodotti negli ultimi anni, ha saputo mantenere la sua vitalità, facendo della sostenibilità, della qualità e dell’aggregazione i propri punti di forza – ha osservato Massimiliano Giansanti -. Quello che chiediamo è un vero e proprio progetto di resilienza. Cogliere le difficoltà del momento per riemergere più forti di prima”.
Confagricoltura ha posto in evidenza come, nel giro di appena sei anni, il numero dei produttori delle due principali varietà sia diminuito del 43% (-35% per il Burley, -24% per il Bright), passando complessivamente da 2.269 a 1.327 imprese. Solo una parte delle superfici dismesse sono state recuperate da agricoltori che hanno continuato a coltivare, ampliando le proprie superfici. Ciò ha portato ad una riduzione complessiva delle produzioni consegnate delle due varietà del 29%. La produzione totale di Bright e Burley è passata da 50.200 tonnellate del 2014 a 36.100 stimata per il 2020.
Comunicato stampa di Confagricoltura - Ufficio stampa, del 9 dicembre 2020
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COVID: COLDIRETTI, DA COLTIVAZIONE TABACCO 50MILA POSTI DI LAVORO
La coltivazione del tabacco consente di tutelare circa cinquantamila posti di lavoro lungo la filiera in un momento di difficoltà economica ed occupazionale determinata dall’emergenza Covid.
E’ quanto afferma il vicepresidente della Coldiretti Gennaro Masiello nel sottolineare l’importanza della firma dell’intesa tra Philip Morris Italia e Ministero delle Politiche agricole per garantire per 5 anni l’acquisto di tabacco italiano.
Il sistema tabacchicolo – sottolinea la Coldiretti - sta vivendo infatti difficoltà determinate dalle limitazioni dovuti ai contagi da Covid-19 con la minor disponibilità di manodopera e l’incremento dei costi di produzione e organizzativi cui spesso il mercato non garantisce un’adeguata remunerazione. In questi ultimi mesi – continua la Coldiretti - sono cresciuti i costi di produzione e le avversità metereologiche si sono tradotte in un’ulteriore perdita sul fronte delle produzioni.
Un pericolo per un settore in cui dal 2000 ad oggi la produzione nazionale di foglie di tabacco – spiega Coldiretti – si è ridotta del 59%, con la scomparsa di quasi 71 milioni di chili di prodotto. Un vero e proprio tsunami al quale è sopravvissuta appena un’azienda su dieci, secondo uno studio di Ont – Organizzazione Nazionale Tabacco Italia.
Il trend – denuncia la Coldiretti - mette a rischio il primato europeo dell’Italia, primo produttore della Ue con 14.000 ettari e con esso una storica eccellenza del Made in Italy che in molte aree contribuisce in maniera importante all’economia e all’occupazione.
Di fronte alla incertezza generata dall’emergenza Covid sul piano economico ed occupazionale e importante – conclude Masiello – è quindi importante investire sull’agricoltura nazionale realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo” e sostenibile”.
Comunicato stampa di Coldiretti - Relazioni Esterne N. 1074, del 9 dicembre 2020.
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La filiera del tabacco, quale futuro?
MIPAAF, BELLANOVA: “DALLE MANIFATTURE INTERNAZIONALI CI ASPETTIAMO MAGGIORE ATTENZIONE E IMPEGNO PER EQUILIBRIO E PROSPETTIVE NELLA FILIERA DEL TABACCO”
“In un momento drammatico come l’attuale, ci attendiamo dalle manifatture internazionali maggiore attenzione e impegno per mantenere in equilibrio e dare prospettive alla filiera tabacchicola. Non mi riferisco solo alla conferma degli acquisti storici nei prossimi raccolti per impedire, in aree che su questa vocazione hanno costruito anche identità economica, un esodo irreversibile dal settore, quanto all’acquisto, da parte di ciascuna manifattura delle ulteriori circa 3.000 tonnellate di tabacco verde prodotte in Italia, al momento senza mercato e destinate a giacere invendute nei magazzini”.
Così la Ministra Teresa Bellanova, concludendo oggi l’evento sul tema “La filiera del tabacco, quale futuro?”, promosso da Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani e Unione Nazionale Tabacco (UNITAB).
“Gli accordi e i contratti di filiera, che siamo impegnati a costruire insieme a tutte le associazioni, devono assumere sempre più centralità nella nuova agricoltura”, ha affermato Bellanova.
“E’ necessario che tutte le manifatture internazionali riprendano il dialogo con il Mipaaf per la sottoscrizione di accordi pluriennali che forniscano serie prospettive ai produttori per gli anni futuri, e per consentire la programmazione e gli ingenti investimenti necessari alla produzione. E riconosciamo che alcune aziende manifatturiere, come Japan Tobacco, (JTI), hanno collaborato per anni con i nostri tabacchicoltori, sostenendo modelli di agricoltura consapevole, moderna e virtuosa. L’esempio della tabacchicoltura dell’Alto Tevere umbro è un modello di applicazione di buone pratiche agricole e di lavoro, frutto dell’intenso impegno, della dedizione e degli investimenti degli agricoltori”.
“Agli agricoltori”, questo un altro passaggio dell’intervento della Ministra Bellanova, “deve essere riconosciuto il dovuto per un lavoro duro e impegnativo e per l’importante contributo economico e sociale della loro attività. E’ del tutto inaccettabile che siano i tabacchicoltori e i lavoratori del settore a divenire strumenti di pressione e a dover pagare il conto della situazione di criticità. Come Ministra delle Politiche agricole il mio compito è esattamente questo: tutelare gli agricoltori e i lavoratori agricoli”,
“E’ importante”, ha poi esortato Bellanova, “che le aziende multinazionali avvertano il valore strategico della coerenza fra quanto affermano e indicano negli stessi protocolli di sostenibilità, acquistando più tabacco da agricolture virtuose come quella italiana. Riconoscendo il giusto prezzo e impegnandosi per contrastare e sconfiggere quanto, anche attraverso il dumping sociale, determina una scorretta maggiore competitività in altri paesi produttori di tabacco, come quelli del terzo mondo”.
Comunicato dell'Ufficio Stampa
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 9 dicembre 2020
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Principali notizie sulla filiera del tabacco, da ottobre 2020 a ottobre 2021
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