attenti alla tignola dell'olivo

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olivicoltore
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attenti alla tignola dell'olivo

Messaggio da olivicoltore »

Assistiamo finalmente ad una fioritura dell’olivo che, almeno qui nel Viterbese, è senza precedenti. I presupposti quest’anno sono buonissimi. Mi piacerebbe che qualcuno mi riportasse la situazione altrove, soprattutto in Umbria.  
Desidero segnalare  a tutti coloro che hanno oliveti che in questo momento si apprestano a portare avanti i frutticini, che esiste ipoteticamente il pericolo della tignola.
Questo lepidottero è un insetto subdolo spesso sottovalutato, ma è molto aggressivo. Siccome in passato ho pagato di persona aver trascurato questo nemico, ritengo importante comunicarne l'esperienza.
La tignola non è come la mosca dell’olivo cui si vede la puntura e si può intervenire di conseguenza; Anche se si rileva la presenza è difficile prevederne la gravità.
La tignola deposita un uovo sull’oliva appena formata e fino a settembre non se ne sa più nulla quando, alle prime ventate, le olive cascano misteriosamente senza che se ne conosca il motivo.
La larva fa pressappoco quello che faceva il mostro di Alien con gli astronauti: si sviluppa all’interno del nocciolo, cresce indisturbata, poi si fa strada lungo l’unica via tenera di accesso: il picciolo. L’oliva rosicata proprio sull’attaccatura, cade ed allora buona notte. Se ne prendete una da terra e ne tagliate il nocciolo con una forbice da potatore, lo troverete vuoto senza mandorla.
La questione se attuare o no una guerra preventiva alla tignola riguarda principalmente il livello di pericolo che abbiamo contro gli insetticidi in agricoltura. La tignola può essere uccisa prima che penetra in profondità ed il nocciolo si indurisce, quindi sarebbe il caso di farsi poche domande ed accendere gli atomizzatori. Ma è corretto?
Avvelenare senza scrupoli o affidarsi alle risorse della natura è il dilemma del coltivatore moderno cui è rimasto ancora qualcosa dello spirito del contadino non aggressore. Combattere significa violentare un equilibrio, ma affidarsi alle risorse della natura vuole dire sperare che una costosa potatura, una costosa fertilizzazione, una onerosa lotta fogliare a base di rameici, e poi lavorazioni del terreno ed altro, non debbano concludersi con una dolorosa cascola delle drupe. Un anno ho perduto qualcosa come dieci chili di olive per pianta. Moltiplicate per 1800, immaginate il danno!
In agricoltura un solo trattamento sbagliato compromette un anno di sacrifici, però oramai nessuno può più permettersi di autointossicarsi con altri veleni.
La tignola ci da l’occasione di occuparci di una questione cui noi agricoltori siamo assai poco disposti a discutere perché non ci fa comodo: Trattiamo i prodotti alimentari con sostanze pericolose con la stessa facilità con cui accendiamo una sigaretta, senza poter riconoscere che la sigaretta può anche ucciderci. Dovrebbe essere la discussione principale dentro un forum perché ci riguarda tutti, nessuno si salva dagli insetticidi che ci permettono di avere la frutta sana!
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