Alcuni recenti progressi nell’utilizzo di fitoregolatori per ottimizzare la forma di Euphorbia pulcherrima, anche nota come Poinsettia

Una delle piante ornamentali di maggior pregio e la cui produzione è più remunerativa è l’Euphorbia pulcherrina, o Poinsettia. Essa appartiene alla famiglia delle Euforbiacee che si caratterizza per essere composta di piante di habitus vegetativo molto differente, tra cui alcune piante grasse e spinose. Nel suo ambiente nativo, la stella di Natale cresce invece come un debole arbusto, o piccolo albero che può raggiungere i 3-4 metri

In generale le Euphorbiacee, se prive di fiori, risultano di scarso valore decorativo, con l’eccezione di piante come la Poinsettia in cui, sebbene manchino fiori sgargianti, vi sono foglie modificate (brattee), che conferiscono una bellezza tutta particolare, che col tempo è stata anche aumentata, attraverso la creazione di nuove varietà coltivate (cultivar) di forma più compatta e le cui brattee, in prossimità del Natale, assumono colorazioni molto variegate, che vanno dal tipico colore rosso vivo, che contrasta col verde scuro delle altre foglie, fino al rosa, arancione, giallo, verde chiaro, bianco.
Le stelle di Natale costituiscono un richiamo ormai tradizionale per molte famiglie, che quindi le acquistano a prezzi che consentono ai produttori di ottenere guadagni abbastanza soddisfacenti.

Dietro la messa a punto di questa pianta c’è tutta un’arte: la pianta coltivata in serra in attesa delle feste natalizie richiede cure particolari che le conferiscono una grazia che è ben espressa dal nome latino: ‘Euphorbia pulcherrima’ significa ‘Euphorbia bellissima’. Se la stessa pianta acquistata viene invece coltivata in appartamento risulta difficile ottenere un risultato soddisfacente.
La caratteristica colorazione delle brattee dipende, infatti, dall’esposizione a fotoperiodo breve, come è quello autunnale, che però in appartamento risulta alterato dall’illuminazione artificiale, che interferisce nell’induzione foto-periodica della fioritura, che si verifica nelle piante sensibili alla variazione della lunghezza del giorno e della notte, come è appunto la Poinsettia.

Altro elemento di pregio della Poinsettia è la compattezza a forma di piccola siepina con foglie concentriche appuntite. Ciò veniva originariamente ottenuto rimuovendo la gemma apicale, una tecnica utilizzata in molte piante per eliminare la dominanza apicale e favorire il ricaccio di quelle laterali.
La lavorazione manuale delle piante fu presto aggirata con un trattamento chimico con fitoregolatori (=ormoni sintetici), la cui applicazione è praticata ormai da alcuni decenni e che mira ad attivare artificialmente gli stessi meccanismi fisiologici su cui agiscono gli interventi manuali.

Tra i più noti fito-regolatori di sintesi e analoghi sintetici di molecole naturali si segnalano l’acido indol-acetico (un auxina sintetica), le citochinine sintetiche, l’etilene, la benzil-adenina, l’acido gibberellico (uno dei fitoregolatori di più lunga conoscenza, che presenta numerosissime varianti, espresse attraverso numeri: le gibberelline), gli strigolattoni.
In passato, per sostituire sia le tecniche agronomiche ad alto utilizzo di manodopera, che i vecchi fitoregolatori sintetici sono stati anche studiati trattamenti termici brachizzanti, come il DIF e il cool-morning, che sfruttavano differenze termiche tra giorno e notte, o gli abbassamenti termici della mattina presto per indurre, in modo naturale, delle alterazioni della fisiologia delle piante.

Lo sfruttamento a fini produttivi dei meccanismi fisiologici interni alla pianta, praticato per ottimizzare la produzione di anche altre coltivazioni (fioritura, allegagione, caduta dei frutti, ecc.) richiede però un preciso controllo dell’effetto fisiologico desiderato, all’interno di un elevato numero di piante, che devono risultare morfologicamente uniformi. E’ stato quindi possibile ottenere tale risultato nelle stelle di Natale, col miglioramento della conoscenza della fisiologia delle piante e dei fitormoni attivi al suo interno, alcuni dei quali sono stati scoperti solo in epoca recente. La sintesi di nuovi composti analoghi sintetici delle molecole naturali, ha poi permesso di ottenere una regolazione sempre più fine dell’interferenza nella normale fisiologia della pianta.

In uno studio recentemente condotto presso la North Carolina State University, sotto la direzione di John Dole, professore di scienze orticole, è stato valutato un nuovo approccio al trattamento chimico con fitoregolatori della stella di Natale, che promette essere in grado di migliorare molto la forma della pianta artificialmente ottenibile. La ricerca è stata proposta in un articolo pubblicato sul giornale elettronico ‘ASHS HortTech’ della Società americana di Scienze orticole (ASHS), intendendosi, negli Stati Uniti, come ‘scienze orticole’, settore disciplinare che spazia dall’orticoltura alla floricoltura, sia in pieno campo che in serra.

Come riferisce il gruppo di ricerca, attraverso prove condotte su coltivazioni di Stelle di Natale e le analisi dei dati estrapolati, gli autori dell’articolo hanno dimostrato che combinazioni di, benziladenina (BA), gibberelline [GA(4+7)] e dikegulac sodico stimolano l'allungamento e la ramificazione senza compromettere la salute o l'estetica delle piante e anche riducendo l'eccessiva applicazione di fitoregolatori.
La miscela BA+GA(4 + 7) è suggerito debba essere applicata precocemente, nel ciclo produttivo della coltura e con trattamenti spray i quali sono risultati più efficaci della ‘Drench application’, che consiste invece nell’inzuppare il substrato di coltivazione per ottenere un dosaggio più bilanciato e maggiore persistenza del trattamento.

Nel caso del substrato utilizzato dai ricercatori, esso conteneva residui di corteccia, una matrice organica che adsorbe ioni e quindi ogni molecola dotata di cariche; ne consegue che inzuppando tale substrato con una miscela di fitoregolatori, ne risulta diminuita l’efficacia. L’interferenza dei fitoregolatori sulla fisiologia della pianta può verificarsi a vari livelli, potendosi a volte determinare anche effetti collaterali, con riduzione dei miglioramenti estetici e di taglia attesi. Nello studio qui riportato è stato segnalato il rischio che, a seconda della cultivar utilizzata, il trattamento fitoregolatore proposto possa determinare un ritardo della fioritura e della colorazione delle brattee, che poi ritarderebbe la disponibilità commerciale delle piante, auspicabilmente attesa nel periodo di maggiore richiesta commerciale.

L’aggiunta di Dikegulac-sodio alla sopraindicata miscela è stato segnalato essersi dimostrata efficace nel promuovere la ramificazione laterale in piante di Poinsettia, in cui non sia stata effettuata l’asportazione dell’apice vegetativo, con un risultato, in alcune varietà, del tutto sovrapponibile a quello che può essere ottenuto rimuovendo la gemma apicale.

Il miglior momento di applicazione del Dikegulac-sodio si è rivelato essere circa una settimana prima dell’abituale data di effettuazione della cimatura meccanica della stella di Natale. E’ però necessario fare molta attenzione nel suo uso perché può significativamente ritardare, la fioritura e quindi la tipica colorazione estetica delle brattee, con variabilità dipendente dalle diverse cultivar.

È in definitiva suggerito dai ricercatori di valutare con attenzione le cultivar da utilizzarsi al fine di ottenere il migliore rapporto costi-benefici, possibilmente facendo precedere l’applicazione su grande scala all’effettuazione di prove aziendali su piccola scala, una pratica sempre auspicabile per ogni nuova pratica colturale che venga adottata in grandi imprese.

Come riferisce l’autore dello studio John Dole: ‘L'industria delle serre è sempre alla ricerca di modi per rendere la produzione più efficiente pur continuando a coltivare piante di alta qualità che durino a lungo per i consumatori. La ricerca può aiutare i produttori a risolvere il problema della raccolta di milioni di piante e quando le piante sono troppo corte.’

Fonte/i: The American Society for Horticultural Science, 3 giugno 2024

Autore dell'articolo: , 30 giugno 2024

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