Sulle rinnovabili è finalmente nato un movimento trasversale ai territori,

Un’onda travolgente nata in Sardegna, arrivata ormai nel centro Italia È la rivincita del paesaggio e del territorio che Italia Nostra e la Coalizione Art. 9 avevano preconizzato. Di fronte al proliferare indiscriminato di eolico e mega-fotovoltaico, viene riconosciuto dalle comunità locali il valore del paesaggio e chiesta a gran voce una corretta pianificazione della transizione energetica. La Coalizione Art. 9, che tanto si è battuta per denunciare le semplificazioni e i rischi dell’impostazione ideologica del Green Deal europeo, saluta con soddisfazione le prese di posizione di governatori regionali, sindaci e amministratori locali che da tante parti della penisola si sono attivati in difesa dei diritti delle comunità. Quando ai cittadini viene tolto il diritto alla qualità della vita, al proprio paesaggio e ambiente o, peggio, il pieno godimento della proprietà, neanche la propaganda e la narrazione dell'ANEV o dalle sue associazioni ancillari (spesso mosche cocchiere capitanate da Legambiente), può negare una importante verità: e cioè che la transizione, sia per l’impatto enorme che avrà sulle economie europee che sulla vita dei cittadini, non può essere calata dall’alto né decisa nelle segrete stanza di multinazionali energetiche. Oggi la verità sull’eolico e il fotovoltaico nei campi agricoli la scrive il popolo sardo, insieme ai promotori della proposta di legge di Pratobello, ai suoi 210.000 firmatari e a coloro che da mesi manifestano, sempre numerosi e convinti, accanto ai tanti sindaci alla guida del movimento. Oggi la verità la scrivono gli intellettuali che hanno meritoriamente messo la loro faccia nell'appello per Orvieto e per il Lago di Bolsena, per tentare di arrestare l’indecente accanimento di progetti che si concentrano nella Tuscia. Oggi la verità la stanno affermando anche le associazioni ed i comitati (decine e decine) che hanno costituito la Coalizione Transizione Energetica Senza Speculazione TESS, per difendere i crinali appenninici dalla speculazione eolica, che vive di sussidi e non si cura dei rischi idrogeologici per i versanti montuosi e della distruzione della ricca biodiversità conservata nelle aree interne. Finalmente, dopo l’iniziale inerzia, i presidenti delle regioni più aggredite stanno iniziando a comprendere la necessità di dare massima attenzione al fenomeno, come sta facendo in questi giorni il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha dichiarato: “Sulle FER, l’esperienza della Sardegna è preziosa. Siamo al lavoro sulle aree non idonee e in quelle non ci devono essere impianti, sennò scendo in piazza”. Grazie alle parole d’ordine elaborate dai sindaci, dalle associazioni e dai comitati riuniti negli “Stati Generali contro l’eolico e il fotovoltaico a terra” lo scorso 22 maggio a Roma, questo movimento ha preso forza, consistenza e trovato gli argomenti giusti per definire una strategia per i territori in materia di energie rinnovabili. L’arroganza della lobby rinnovabilista è dura da fermare, poiché proprio ora giungono notizie di nuovi progetti eolici pronti a circondare nientemeno che Matera, la più nota Capitale della cultura italiana a livello mondiale. Aspettiamo un appello degli intellettuali del Sud e un moto d’orgoglio da parte delle amministrazioni locali della Basilicata. Antonella Caroli Presidente nazionale Italia Nostra

Fonte del comunicato: Italia Nostra - Ufficio stampa, 3 ottobre 2024

Autore del comunicato/mittente: Flavia Corsano

Link al sito fonte: Italia Nostra

Pubblicato su Agrolinker in data: 8 ottobre 2024

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