Uno studio mostra che molti virus vegetali si servono del polline delle piante per diffondersi

Nella fase di iniziale e forte espansione della pandemia di Covid19 sono sorte preoccupazioni riguardo le possibili fonti di contagio e tra queste anche in relazione a un possibile ruolo del miele d'api: si temeva che, essendo il virus presente nelle acque e nell'ambiente, il miele prodotto dalle api ne potesse rimanere contaminato.

Ciò è stato però smentito da uno studio del CREA, riportato dall'Agenzia AGI il 29 ottobre 2021, che segnala che, se, da un lato, le api intercettano nel loro movimento giornaliero vari metri cubi di aria e vengono a contatto col pulviscolo atmosferico e le polveri sottili (che possono veicolare il covid19), non sarebbero in grado di trasportarlo nel loro corpo col nettare prelevato dai fiori e quindi riversarlo nel miele. Pertanto il miele non risulta contaminato dal virus anche quando presente nell'aria, ma le api di ritorno all'alveare possono comunque risultare esternamente 'positive' al virus del Covid19, attraverso il pulviscolo atmosferico che rimane intrappolato sul loro corpo. Per tale motivo si pensa si possano usare le api come indicatrici della presenza del virus nell'ambiente.

Anche l'Agenzia europea per la Sicurezza alimentare EFSA ha precisato che non ci sono prove di trasmissione del virus del Covid19 attraverso il cibo. Più in generale viene escluso che i virus respiratori possano essere trasmessi attraverso gli alimenti, sebbene le secrezioni umane contengano comunque il virus. E' peraltro inteso che, per impostazione, il cibo debba sempre essere preparato in condizioni igieniche.

Partendo da uno dei tanti approfondimenti, scaturiti dalle indagini di cui sopra, è stato indagato da ricercatori dell'Università di Pittsburgh (USA), il ruolo degli impollinatori nella trasmissione di virus ed è emerso che le api, spostandosi nella loro attività 'bottinatrice' tra piante di specie molto differenti, che si sviluppano in aree agricole e zone adiacenti gli insediamenti umani, possano trasportare virus vegetali, attraverso il polline, che rimane abitualmente intrappolato nei peli che avvolgono il corpo, esattamente come il pulviscolo atmosferico. Il polline è una struttura contenente i gameti maschili e, nel caso in cui origini da piante malate, può quindi trasportare virus e contaminare piante sane.

Come ha affermato la professoressa Tia-Lynn Ashman del Dipartimento di scienze biologiche della Kenneth P. Dietrich School of Arts & Sciences: 'La nostra comprensione dei virus sul polline in generale era inesistente prima di questo studio. La maggior parte di ciò che sappiamo sui virus delle piante proviene da specie agricole che sono ovviamente malate. Semplicemente non avevamo idea di cosa accadesse là fuori'. Ha infine aggiunto un interrogativo che è stato il motore del suo studio: 'Non sappiamo molto di questi virus perché non ce ne sono molti là fuori, o semplicemente perché non sappiamo come guardarli?'

Il gruppo di ricerca include il biologo James Pipas, l'ex studentessa di dottorato Andrea Fetters, la studentessa di dottorato (Ph.D.) Amber Stanley.

Sequenziando il materiale genetico presente sui granelli di polline di 24 specie vegetali negli Stati Uniti, essi hanno riscontrato la presenza di vari virus che erano già stati isolati sul polline ed anche sei nuove specie virali, tre nuove varianti di specie conosciute e infine le tracce incomplete di oltre 200 virus in più che non erano mai state identificate. Essi hanno, alla fine, pubblicato un articolo sulla rivista Nature Communications il 26 gennaio 2022.

Il ricorso al polline da parte dei virus, per spostarsi di pianta in pianta, è un metodo molto efficiente per raggiungere nuovi ospiti, dato che le cellule degli organi riproduttivi non sono coperte da una superficie esterna dura. In questo modo la trasmissione delle infezioni virali vegetali procede in maniera simile a come i virus invadono il nostro corpo attraverso il naso e la bocca che, in modo analogo, non sono protette. Dato l'utilizzo di cellule gametiche per la trasmissione di varie virosi nelle piante, Ashman ha paragonato le conseguenti patologie a malattie a trasmissione sessuale: 'Gli impollinatori sono essenzialmente gli intermediari per il sesso delle piante - poiché le piante non possono alzarsi e spostarsi verso un'altra pianta, esse fanno affidamento su un intermediario', ha detto. 'Quindi potete ricondurre questa questione a una malattia a trasmissione sessuale.'

Mettendo a punto tale concetto, i ricercatori hanno scoperto che il polline prodotto da piante con più fiori, che le aiutano ad attirare gli impollinatori ospitava anche più tipi di virus. Ashman ipotizza che tutto ciò sia da ricollegarsi all'attività delle api mellifere, le quali, visitando un'ampia varietà di fiori su una vasta area, soddisfano tutti i criteri per diffondere i virus. Gli impollinatori nativi sono invece molto più specializzati.
Da questo studio derivano quindi indicazioni non solo come svolgiamo l'agricoltura, ma anche per gli apicoltori del cortile.
'Le api hanno un potenziale super-diffusore', ha detto Ashman. 'La gente pensa che fare l'apicoltura in casa stia aiutando gli impollinatori. Ma quando svolgiamo un'attività come portare le api mellifere in città, portiamo tutto ciò che viene con esse'; compresi, forse, tutti i virus che raccolgono durante i loro viaggi.

Per quanto riguarda ciò che stanno facendo quei virus, se stanno danneggiando impollinatori e piante o paradossalmente aiutandoli, spetterà a studi futuri determinarlo.
'È una storia di ammonimento riguardo come e quando alteriamo il nostro ambiente, stiamo potenzialmente cambiando tali interazioni virus-ospite', ha aggiunto Ashman. 'Tutte queste cose sono interconnesse'.

Fonte/i: University of Pittsburgh, 26 gennaio 2022

Autore dell'articolo: , 31 gennaio 2022

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