Il microbiota delle larve influenza l'abilità delle zanzare di trasmettere malattie

Gli insetti possono essere classificati in base a varie loro caratteristiche e tra esse una comunemente utilizzata è quella basata sul tipo di sviluppo embrionale.

Le Zanzare sono secondo la comune classificazione dei ditteri nematoceri, mentre dal punto di vista dello sviluppo embrionale sono insetti olometaboli (come i coleotteri, i lepidotteri e gli imenotteri), ovvero sgusciano dall'uovo allo stadio di larva e si sviluppano attraverso una metamorfosi completa, cioè composta da una serie di stadi larvali e di pupa.

La larva della zanzara si sviluppa in un ambiente differente dall'adulto, il quale depone le uova in acque stagnanti e da queste si sviluppano le larve, che divengono poi pupe, dalle quali alla fine sfarfalla l'insetto.

La ricerca di cui di seguito si riferisce è stato effettuato presso il noto istituto francese Pasteur, che si occupa di studi sulle malattie infettive e in questo caso della trasmissione di malattie virali tramite il vettore Aedes aegypti: Dengue, Zika, Chikungunya e febbre gialla. La febbre gialla è l'unica di queste malattie che è stata a lungo endemicamente presente in Italia e di cui resta memoria storica.

Per la diffusione di queste malattie è necessaria la presenza, in una stessa area geografica, di un elevato numero di soggetti portatori del virus e la contemporanea stabile presenza dell'insetto vettore, pertanto il loro limite di abituale diffusione è definito da condizioni ambientali che consentano la sopravvivenza invernale dell'insetto vettore. Negli ultimi anni, con l'elevarsi delle temperatura medie quest'ultima circostanza è divenuta sempre più frequente anche nei climi temperati, sebbene queste malattie siano più tipicamente presenti nelle zone tropicali ed equatoriali, dell'Africa, dove appunto è stato condotto questo studio.

Le zanzare del genere Aedes si caratterizzano per essere attive prevalentemente di giorno; esse frequentano maggiormente gli ambienti urbani, dove si riproducono in tombini, fioriere e altre contenitori, in cui si verifichi stabilmente la presenza di una minima quantità di acqua stagnante. Come per altre zanzare il maschio non punge, mentre la femmina necessita di sangue per rendere fertili le uova. Collateralmente a tale attività nutritiva questo insetto si trova quindi a divenire vettore di alcune pericolose malattie.

Ciò che è stato più di recente evidenziato, attraverso lo studio che avuto luogo all'Istituto Pasteur, è che le zanzare adulte sono più, o meno attive in funzione delle condizioni ambientali in cui si sono sviluppate; più in particolare l'ambiente influisce sulla flora batterica del loro intestino (microbiota), che a sua volta è risultata influire su importanti parametri di vitalità di questo insetto. Ne risultano infatti influenzate: la dimensione del corpo, la durata della vita, la suscettibilità ai patogeni umani e in definitiva la capacità della zanzara di diffondere gli organismi patogeni. Invece per quanto riguarda l'effetto del microbiota sulle larve, esso risulta tuttora inesplorato.

Questo aspetto della flora batterica intestinale ha assunto particolare rilievo in seguito alle molto più estese ricerche, che sono state effettuate negli ultimi anni nella medicina umana; esse si sono spinte in alcune ricerche a ipotizzare una relazione tra la flora batterica intestinale e l'equilibrio mentale. Nel caso del microbiota degli insetti esso assume particolare rilievo nel caso dell'Aedes aegypti.

Come riferisce la fonte, in Africa, l'Aedes aegyti risulta presente in due differenti forme: quella urbana e quella forestale, le quali principalmente differiscono per i luoghi in cui si sviluppano le zanzare: la forma urbana si sviluppa in contenitori creati dall'uomo, come ad esempio pneumatici ed oggetti abbandonati; la forma forestale si sviluppa invece in luoghi naturali come piscine naturali e cavità degli alberi.

Ricercatori dell'Istituto Pasteur, insieme con altri del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS, Francia), in collaborazione con un gruppo di scienziati dell'Istituto di Ricerca per lo Sviluppo (IRD), dell'Università Claude Bernard Lyon e del Centro Internazionale di Ricerche Mediche di Franceville (CIRMF; Gabon) hanno osservato differenze nel microbiota intestinale di adulti di zanzara cresciuti nei due differenti ambienti.

Tornati in laboratorio i ricercatori hanno ricollegato tali differenze alla differente esposizione ai batteri durante lo sviluppo larvale, la quale era quindi in grado di indurre un maggiore, o minore abilità nell'operare come vettore nel diffondere ciascun virus. In definitiva la differente esposizione ai batteri influiva sulla velocità dello sviluppo delle larve delle zanzare, sulla dimensione degli adulti, la loro attività immunitaria e la loro suscettibilità al virus del Dengue.

Come spiegato da Laura Dickson primo autore dello studio e ricercatrice dell'Istituto Pasteur:'Questa scoperta è altamente significativa perché fornisce la prima prova empirica del principio che i batteri dell'ambiente acquatico possono modulare l'abilità degli adulti di zanzara a trasmettere i patogeni umani'.

Come riferisce Louis Lambrechts ricercatore al Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS), capo del Gruppo di Interazione sui Virus degli Insetti all'Istituto Pasteur e coordinatore di questo studio riferisce:'La nostra ricerca richiama ad un aumentato apprezzamento del ruolo dell'ecologia larvale nella trasmissione dei patogeni diffusi dalle zanzare'.

Una volta definito, come è avvenuto, che esistono dei luoghi le cui caratteristiche favoriscono una maggiore efficienza delle zanzare, che vi crescano, nel diffondere le malattie, sarà più agevole contrastare lo sviluppo delle infezioni, prendendo maggiormente di mira tali ambienti durante le disinfestazioni, che pertanto potranno essere definite seguendo nuove strategie.

Un'altra proposta che è scaturita dai risultati di questa ricerca è la possibilità alternativa di effettuare un contrasto basato sul ricorso alla manipolazione di quei batteri, che sono in grado di aumentare l'efficienza delle zanzare nel diffondere le malattie.

Questo studio è stato sovvenzionato dal Programma del Governo Francese di Investimenti per l'Avvenire, dal Laboratori di Eccellenza sulla Biologia Integrativa delle Malattie Infettive Emergenti, dall'Agenzia Nazionale per la Ricerca, dal Programma di Emergenza in Ricerca Biomedica della Città di Parigi e dal Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica.

Fonte/i: Institut Pasteur (Francia), 6 Settembre 2017

Autore dell'articolo: , 30 settembre 2017

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