Nota link-nel-testo Pagine utili e Quotidiani Linka un articolo
Il sogno di molti utenti dei sistemi operativi Linux è di averli anche sui dispositivi mobili, ma purtroppo solo alcuni di essi risultano compatibili con le prime versioni di linux per dispositivi azionati dal contatto delle dita sullo schermo (touch). Come spesso si può rilevare, presso i siti di vendite online, i dispositivi che offrano versioni preinstallate di Linux sono più costosi degli altri e spesso anche inferiori a livello di componenti elettroniche, come se tale specifica dotazione software sia divenuta un modo di ridare competitività a dispositivi, inferiori alla media.
E' quindi necessario fare molta attenzione nell'acquistare smartphone e tablet dotati di sistemi linux e sempre verificare che le caratteristiche dell'hardware dei prodotti, che si vuole acquistare, siano adeguate alle proprie necessità. Infine è utile confrontare il prezzo con quello di altri dispositivi che offrano prestazioni analoghe, particolarmente in termini di potenza del processore, capacità di memoria, possibilità di accesso alla rete 5G, risoluzione della telecamera, ecc.
Esistono alcune distribuzioni di Linux appositamente sviluppate per l'uso su smartphone e tablet, ma attualmente ben pochi telefoni sono dotati di tali sistemi Linux, sebbene in molti giurano che il sistema Android, che più comunemente è su essi installato, origini da Linux; per cui alcuni fan di Linux si sentono comunque incoraggiati a tentare d'installarlo (a loro rischio e pericolo).
Il cambio del sistema operativo, è cosa nota, fa decadere la garanzia dei dispositivi, sia che si tratti di computer, o di smartphone; pertanto chi dovesse fare questo tipo di modifiche, le fa di solito a garanzia scaduta e a suo rischio e pericolo.
Inoltre la modifica di un apparecchio marcato, può infrangere anche delle regole. Si tratta di regole su cui il dibattito è molto aperto poiché spesso impediscono, o limitano di ottenere il massimo dalle macchine o, nel caso dei dispositivi informatici, dall'hardware: il software libero è invece continuamente migliorato per valorizzare le caratteristiche dei dispositivi e tanto più ci riesce, meno risulta necessario estrarre metalli pregiati, a volte inquinanti, per produrre nuovi telefonini.
Alcuni produttori consentono di sbloccare i loro dispositivi, ma per contro li bloccano in maniera tale che senza il loro via-libera può risultare ancor più difficile e pericoloso (si possono rompere) sbloccarli. Si tratta sempre di operazioni molto rischioso: molti appassionati accettano la sfida e si assumono il rischio di modificare il loro dispositivo mobile.
Una delle principali distribuzioni Linux 'mobile' disponibili è Ubuntu-Touch, il cui sito fornisce spiegazioni sull'uso di un programma realizzato per l'installazione (da pc) su vari modelli di smartphone.
Attualmente può essere notato che Ubuntu-Touch risulta aggiornato meno frequentemente delle versioni per personal computer. Analizzando poi le opzioni offerte da questo sistema parrebbe, allo stato attuale (novembre 2023), che non siano, spesso o quasi sempre, supportati gli smartphone dotati di due schede telefoniche. Pertanto è utile prima d'installare un sistema Linux fare una valutazione complessiva dei vantaggi che esso potrebbe o meno apportare al proprio smartphone, o tablet, magari cercando, anche, foto (>Google Image) che mostrino il tipo di app più spesso installate.
Un elemento a favore che si può comunque aggiungere è che risulta spesso indicato che sarebbe possibile installarvi anche app per dispositivi Android, circostanza che è utile sia quindi sempre verificata prima di procedere all'installazione di Linux, sul proprio dispositivo 'mobile'.
AOSP e le custom ROM da esso derivate
In attesa di poter installare in modo sempre agevole e sicuro un sistema Unix-Linux sul proprio smartphone è utile notare che sono da tempo disponibili per l'installazione versioni 'aperte' di Android, offrenti la principale caratteristica del software Linux: sistemi operativi ispirati alla filosofia 'OpenSource', la quale consente, in tempo reale, di adeguarli, insieme alle app alle caratteristiche dei dispositivi, poiché il codice di tale complessivo software è disponibile a chiunque per il miglioramento. Ne deriva che i sistemi operativi Android 'aperti' siano tipicamente dotati di software sicuro (poiché a codice aperto), offerto gratuitamente e privo di banner pubblicitari.
In breve Android non esiste solo nella versione ufficiale di Google, ma vi sono una serie di sistemi Android sviluppati a partire dal sistema OpenSource 'Android Open Source Project' (AOSP), che utilizza una parte del codice di Android nota e quindi aperta/migliorabile.
La parte del codice che è invece ignota è quella costituente le app di Google.
L'Android AOSP ha molteplici versioni alcune delle quali sono anche dotate delle app di Google, provenienti dal progetto 'Open-Gapps', che le rende così disponibili anche a chi non abbia dispositivi certificati da Google. Esse possono anche essere installate in quantità variabile, che viene identificata da versioni del pacchetto OpenGapps denominate: 'pico', 'micro', ecc. .
Il nuovo sistema potrebbe quindi essere Android AOSP, o versioni, da essa derivate, adattate a esigenze specifiche degli utenti e denominate 'custom-rom' .
Infatti partire da Android 'AOSP sono state sviluppate una serie di altre versioni di Android libere e in formato aperto, denominate 'Custom ROM', una delle quali è il sistema cinese Android 'MIUI', presente in vari cellulari dell'impresa cinese Xiaomi. Ma ne esistono anche altre molto più note (es. LineageOS).
Anche la Xiaomi, come avviene in alcune versioni di AOSP, ha tolto alcune app di Google, sostituendole con proprie app, una cosa che molti utenti gradiscono. In tal modo da un lato il suo sistema risulta ugualmente dotato di Google PlayStore e certificato da Google e per altro verso la mancanza di alcune app ufficiali di Google rende i suoi dispositivi più interessanti, per alcuni tipi di acquirenti di questi prodotti tecnologici.
Alcune custom-ROM di AOSP (ad. esempio il sistema: Lineage OS) possono essere anche installate su personal-computer e chiavette USB e sono quindi adatte a processori di tipo differente.
Purtroppo non tutti gli smartphone risultano compatibili, o pienamente compatibili con versioni open di Android; la compatibilità con AOSP (o anche Linux-Touch) dei dispositivi dipende in buona misura dai loro processori e deve essere verificata su appositi elenchi di smartphone/tablet, che sono pubblicati sui siti internet di ciascuno di questi sistemi operativi alternativi.
Analizzando le liste di marche che risultano compatibili si evince che alcuni modelli siano accomunati dalla presenza di un modello di processori, gli SnapDragon, sebbene solo per alcuni di essi possono essere trovati articoli tecnici di recensione, che confermino tale compatibilità.
Tra le marche che montano tali processori alcune sono costose, altre economiche. Questa potrebbe quindi essere forse la traccia per acquistare uno smartphone con buon rapporto prezzo/qualità.
Alcuni limiti pratici, da valutare con attenzione, possono interferire nella decisione, circa l'opportunità di sostituire il sistema operativo di un dispositivo mobile
Il principale pericolo, collegato alle modifiche di dispositivi mobili,come risulta da messaggi inseriti in forum informatici online è che lo smartphone 'bricchi' ('bricked smartphone=rotto, o come dicono alcuni: 'morto'). I forum su internet sono pieni di messaggi di utenti che chiedono ('How to unbrick my smarphone'; in breve come far resuscitare uno smartphone che non dà più segni di vita). Una delle precauzioni per evitare questa situazione è, procedendo nell'effettuare interventi sugli smartphone, di verificare comunque sempre che la loro carica sia al 100%.
Dopo l'installazione di un nuovo sistema operativo sullo smartphone risulta in genere assente la certificazione 'Play-Protect' di Google, una sorta di garanzia di qualità del sistema su cui fanno affidamento molte applicazioni esterne, che manca anche in alcuni dispositivi economici commercializzati, che di solito sono anche privi del play-store di Google'.
La verifica dell'esistenza di 'Play-Protect' può essere effettuata consultando la sezione impostazioni del playstore di Google, nell'ultima riga del sotto-menù 'Informazioni' è indicato se vi è o meno certificazione del dispositivo acquistato che, con riferimento al sistema (AOSP, o suo derivato) installato dall'utente esprime la presenza di una serie di requisiti di sicurezza previsti da Google.
Riguardo i requisiti necessari a tale compatibilità, consultando forum informatici online, si evince esistano 'leggende metropolitane', come l'esistenza di una lunga serie di adempimenti tecnici (circa 40), di cui si ipotizza l'utilità per ottenere la certificazione 'Play-protect', ma la cui efficacia è difficilmente riscontrabile in modo obiettivo, poiché tali cambiamenti possono tra loro interagire!
Dalla mancanza della certificazione Play-Protect' deriva che alcune importanti app di uso comune (es. bancarie e di carte di credito) non funzionano o lo fanno dopo aver mostrato un avviso, in cui è segnalata una situazione di rischio, che ovviamente finisce col ricadere sotto la responsabilità dell'utilizzatore. Tale certificazione costituisce uno standard per questi dispositivi, sulla quale contano le app che offrono servizi, che implicano, ad esempio, lo spostamento di denaro.
Il livello di malfunzionamento degli smartphone privi di 'Google Play-Protect' sembra dipendere sia dalle app interessate, che dalla presenza o meno di alcune app di Google. Infatti nei sistemi Android AOSP dotati di 'Gapps' il malfunzionamento risulta, in genere, meno marcato, limitandosi alla segnalazione di una situazione di rischio, senza però impedire l'uso delle app.
Come rilevabile da alcuni forum di discussione online, alcuni proprietari di smartphone potrebbero, però, alla fine preferire di reinstallare la versione ufficiale di Android, per potersi avvalere, con continuità, di servizi che ormai sono entrati nella quotidianità di molte persone.
E' utile cercare di comprendere i motivi che sottendono i malfunzionamenti degli smartphone modificati, per effettuare scelte ponderate
Il problema del malfunzionamento di alcune app è diretta conseguenza del fatto che l'installazione tramite computer, di sistemi Android-AOSP e derivati è rilevata come elemento d'insicurezza dello smartphone, poiché necessita l'attivazione di funzioni destinate a chi sviluppa il sistema operativo Android e in particolare lo sblocco del dispositivo e l 'USB-debugging che, tramite specifici software, abilitano un terminale di un computer esterno, a interagire, via cavo USB con zone normalmente inaccessibili dello smartphone, al fine, in tal caso, d'installare il nuovo sistema operativo.
Lo stato di 'USB-debugging' è però una modalità (temporanea) è come dice il nome, ha una funzione di controllo e rimozione di eventuali errori del software, in fase di prova. Esso consente quindi d'ispezionare l'intero dispositivo, attraverso un cavo USB ma, se non disattivato, chiunque potrebbe poi installare software, dall'esterno dello smartphone, senza il consenso dell'utilizzatore del telefono, come ad esempio software (spionistici), o altri utilizzati per attività investigative, reperibili anche online. Al contrario, il normale collegamento via cavo di uno smartphone al personal computer consente al massimo il trasferimento di file e solo in/da alcune directory.
E' quindi evidente che non appena installato un nuovo sistema operativo, la funzione di USB debugging e la sezione sviluppatori dovranno essere disattivate, poiché costituiscono una falla alla sicurezza interna del telefono; ma ciò non è sempre sufficiente a ristabilire le condizioni richieste da alcune app, poiché un sistema modificato - per avere un maggiore controllo sui permessi di super-user - è comunque sbloccato ed abilita l'utente ad intervenire sul funzionamento delle app.
Alcuni utenti vogliono però proprio acquisire un controllo sull'intero sistema per poter rimuovere le app di Google, della cui attività alcuni non si fidano, o in alternativa vogliono avvantaggiarsi di tali app, ma controllandone il funzionamento, tramite software di monitoraggio e/o tramite l'installazione di un firewall. Spesso il motivo dell'effettuazione di tali modifiche è però solo per fini didattici, cioè per comprendere appieno il funzionamento dei dispositivi mobili.
Il nuovo sistema operativo può, quindi opzionalmente, mantenere un maggior controllo sul funzionamento delle app installate, incluse quelle di Google, al fine di eventualmente rimuoverle, o è anche possibile direttamente non installarle, magari sostituendole con altre simili.
Tale livello di controllo è normalmente attivo nei Pc-Linux, attraverso i permessi di super-utente, che risultano quindi ora attivabili anche sullo smartphone consentendo, in tal modo, al suo utilizzatore di decidere a quali software (incluse le app di Google) consentire di controllare maggiormente e il funzionamento del proprio dispositivo mobile.
Ne consegue che, anche, a seconda del modo in cui è gestita l'attribuzione di tali permessi ne può derivare una maggiore o minore sicurezza e che non tutti gli utenti siano necessariamente in grado di mantenere sicuro un dispositivo sbloccato. E', in definitiva, comprensibile che alcune app che richiedono maggiore sicurezza d'uso, segnalino se zone sensibili dello smartphone siano state modificate e risultino quindi vulnerabili.
Esistono alcuni correttivi agli inconvenienti sopra riportati: AOSP propone l'app 'superuser' che permette in modo rapido di abilitare/disabilitare i permessi di super-utente, anche consentendo il settaggio di una password di accesso a tale prerogativa critica. Si può ipotizzare che il nostro smartphone potrebbe non accorgersi dell'attivazione del 'rooting', che abilita marcate modifiche del dispositivo mobile'.
I dispositivi sbloccati sono spesso privi della possibilità d'installare il playstore di Google, ma esistono validi playstore alternativi. Un tempo esistevano solo playstore pieni di pubblicità fastidiose e invasive; attualmente se ne trovano anche un paio privi di pubblicità: in particolare si segnala Aurora, che è presente su AOSP ed è una copia esatta del playstore di Google. Un altro è 'F-Droid', che al contrario offre app Android prive di banner pubblicitari, sviluppate da privati.
Fonte/i: -
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 novembre 2023
Indirizzo permanente di questo articolo: https://www.agrolinker.com/?id=2050
Le versioni libere del sistema Android: AOSP e custom ROM derivate
Il ruolo delle distribuzioni e della scelta delle più adatte, nei sistemi operativi Linux
Alcune distribuzioni Linux sempre consigliabili ed altre interessanti da provare
Pagina Iniziale Canale Divulgazione InnovazioniForum Agronomia - Innovazioni