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Quando si parla di distribuzioni di Linux s'intende riferirsi a collezioni di programmi, idonei a svolgere alcune attività specialistiche e che sono distribuiti col sistema operativo.
Anche il sistema operativo Windows fornisce in partenza alcuni piccoli software, ma in molti casi si tratta di software per svolgere funzioni di sistema, o piccole utility per completarne, o infine software della Microsoft che fan concorrenza ad altri più noti
Le distribuzioni Linux di 20 e più anni fa erano in numero abbastanza ridotto e quasi tutte gratuite. In particolare RedHat, che attualmente è la più nota tra quelle a pagamento, era allora anch'essa gratuita e molto utilizzata. Un'altra distribuzione molto usata era Mandrake, che poi divenne Mandriva, poiché il nome Mandrake è un marchio registrato e non si poteva più usare.
Il sistema operativo Linux aveva inizialmente una grafica meno gradevole di Windows, ma col tempo è stata molto migliorata, con l'introduzione di nuovi desktop e la possibilità di personalizzare ogni possibile dettaglio.
Le distribuzioni si suddividono sulla base di gruppi che si originarono da quelle inizialmente più note: Redhat è per certi versi simile a Mandrake; quindi CentOS e Fedora, derivate da Redhat sono strutturalmente simili a Mandriva e Mageia, che derivano da Mandrake.
Altri grossi gruppi di distribuzioni sono quelle derivate da Debian, Suse, Slackware, Arch, Gentoo.
Il gruppo più esteso in assoluto sono quelle derivate da Debian, tra le quali Ubuntu è la più nota e in un certo senso ha formato un altro gruppo, composto da una molteplicità di altre distribuzioni molto diffuse tra le quali Mint è una delle più note. Data la vicinanza tra il gruppo Debian e Ubuntu è, a volte, difficile capire quale delle due sia l'origine.
La differenza si coglie di solito in alcuni comandi della console testuale. Ad esempio per installare programmi su Debian e distribuzioni derivate si utilizza il comando: dpkg -i, che agisce sui pacchetti '.deb'; mentre in Ubuntu e derivate, pur essendo attivo anche 'dpkg', si usa di solito: apt install oppure apt-get install; apt è una sigla di un precedente comando non più usato: 'aptitude'.
L'installazione dei programmi può comunque avvenire sia attraverso interfacce grafiche d'installazione, sia in modalità testuale attraverso la console, la quale di solito appassiona maggiormente chi voglia raggiungere una notevole conoscenza del sistema operativo.
Le prime distribuzioni di Linux, avendo ambienti grafici a finestre di troppo recente sviluppo (come anche avveniva allora per Windows) erano meno funzionali e richiedevano una notevole messa a punto, che non era alla portata di chiunque. Le prime distribuzioni Linux erano più leggere di Windows, come tuttora e quindi permettevano di dare nuova vita a vecchi computer, ma era anche frequente scontrarsi con difficoltà del tipo che alcuni driver non funzionassero, i CD, i floppy-disk, o il mouse non si montassero, oppure non andasse la scheda audio. Quando funzionavano, quasi mai ciò avveniva contemporaneamente. Per i principianti tutto ciò poteva sembrare casuale e fuori controllo.
Riuscire a effettuare un collegamento a internet era ancora più difficile: peraltro le prime connessioni erano lente e in 'dial-up': si attivavano come quando si fa una telefonata e chiamavano un numero che collegava a internet: i parametri di connessione dipendevano quindi dall'operatore e andavano inseriti manualmente su interfacce, che potevano variare a seconda dei programmi di volta in volta disponibili.
Con la diffusione dell'ADSL questi problemi vennero meno e non appena installato il sistema operativo bastava collegare il cavo di rete per ritrovarsi miracolosamente collegati ad internet.
Acquisita qualche abilità e qualche suggerimento si riusciva poi ad aggiornare il sistema operativo, dopo aver inserito i parametri delle 'repository'. Spesso l'aggiornamento, un processo quasi completamente automatizzato, se si conclude felicemente diviene anche il modo per rimettere a posto tutto quello che non funziona nel sistema operativo.
Con la diffusione dell'uso di Linux la più interessante opportunità a disposizione era il poter utilizzare alcuni programmi gratuiti, idonei per attività professionali e alternativi ad altri, a pagamento, disponibili solo per windows, o a volte Mac.
Chi voleva svolgere un'attività professionale, utilizzandoli poteva così ridurre molto i costi del software, avendo a disposizione programmi abbastanza evoluti. Essi erano inizialmente disponibili solo in versione Linux. Successivamente alcuni programmi divennero disponibili anche per Windows e molte più persone cominciarono a utilizzarli; altri lo erano già inizialmente, come il client di posta elettronica 'Thunderbird' e il browser 'Firefox'.
Nell'ambito dei programmi installabili, alcuni di essi finiscono per caratterizzare le distribuzioni Linux, particolarmente quando si parla di 'distribuzioni server' o di 'distribuzioni client'.
Le 'distribuzioni server' hanno il compito di rendere fruibili dei servizi web, che sono cioè forniti attraverso la rete internet: si può, ad esempio, trattare di archivi di dati che richiedano un programma che li distribuisca da un computer remoto (detto Server e cioè servitore); in tal caso gli utenti di tale servizio si collegano da altri computer utilizzando programmi detti 'Client', che rendono fruibile il servizio rilasciato dal Server; pertanto le distribuzioni client sono quelle di uso comune dotate di un desktop (un'interfaccia grafica di lavoro).
Server e client sottendono anche il funzionamento della posta elettronica, i gruppi di discussione, i siti internet (server web, http), archivi di servizi multimediali (es. filmati, fotografie, software; server FTP).
Alcune distribuzioni Linux sono quindi esclusivamente Server, poiché contengono programmi che gestiscono dei servizi online ed utility accessorie. Tali sistemi sono in genere più leggeri e quindi consumano meno risorse e si prestano ad essere installati anche su vecchi computer.
Purtroppo l'installazione dei programmi era inizialmente un'operazione complessa: alcune volte non si riusciva, poiché le dipendenze, ovvero le librerie necessarie al loro funzionamento, non erano 'soddisfatte' automaticamente: emergeva quindi, nella fase d'installazione, la mancanza di una notevole quantità di librerie, spesso concatenate tra loro. Si era quindi costretti a effettuare ricerche in estesi database di software per Linux, con l'ulteriore possibile imprevisto che qualche importante libreria fosse introvabile, o che la versione installata non fosse compatibile con le altre librerie, necessarie al funzionamento del programma: tutto il lavoro effettuato fino a quel momento diveniva quindi inutile, con lunghi perditempo, che disincentivavano dall'utilizzare questo sistema operativo.
La necessità d'installare le librerie di ogni programma dipende dal differente funzionamento del sistema Linux, rispetto a Windows. Windows è più pesante ma più completo, avendo già all'interno quasi tutte le librerie necessarie (es. le DLL, o librerie dinamiche).
Col tempo la soluzione si rivelò nell'acquistare (in genere attraverso riviste vendute in edicola) dei CD o DVD d'installazione, che contenessero distribuzioni Linux con già vari programmi pre-installati.
In questo senso il tematismo di una distribuzione è un elemento a favore, poiché, ad esempio, una distribuzione mirata a servizi multimediali contiene già installati i programmi più noti di quel tipo.
Attualmente grossi problemi si possono verificare solo nelle distribuzioni per esperti e quindi di più complessa gestione.
Nelle distribuzioni Linux di uso comune le operazioni più complesse della fase d'installazione dei programmi sono svolte automaticamente dal sistema operativo. I programmi ora funzionano sempre e sono disponibili in gran numero, gratuiti e spesso descritti nelle loro funzioni, all'interno di grandi archivi di software, suddivisi su base tematica e che possono essere consultati tramite appositi programmi preinstallati in ogni distribuzione.
Ciò rende possibile installare una gran quantità di software specialistico per moltissime attività, sceglierlo e provarlo. Aspetto particolarmente interessante è la grande disponibilità di software 'scientifico', spesso sviluppato da ricercatori universitari ed avente fine di ricerca. Ma è anche possibile installare video-giochi, programmi di autoapprendimento e programmi per le scuole.
Fonte/i: -
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 settembre 2023
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