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La politica di risparmio, richiesta dalla situazione economica sfavorevole provocata dalla guerra russo-ucraina ha portato a ridurre dell’utilizzo di fertilizzanti chimici di sintesi (importati in parte dalla Russia), per cercare di valorizzare ogni risorsa auto-prodotta
In agricoltura la necessità di ridurre i costi di produzione ha indotto a utilizzare le migliori risorse genetico-agrarie disponibili, come ad esempio sementi selezionate e ibride, che richiedessero un minore utilizzo di fattori produttivi. E’ stata inoltre valorizzata la simbiosi con i microrganismi azoto-fissatori, per ridurre l’utilizzo di fertilizzanti azotati; tale risparmio che non riguarda solo le colture leguminose azoto-fissatrici in simbiosi con batteri del genere Rhizobium, ma anche le graminacee, interessate dall’utilizzo dell’Azospirillum, un batterio azoto-fissatore che vive libero nel suolo, in particolari condizioni che sono state oggetto di uno studio condotto dall’ente di ricerca agricolo brasiliano EMBRAPA.
Come riferiscono i ricercatori che hanno condotto questo studio è possibile ridurre l’utilizzo ‘in copertura’ di fertilizzante chimico azotato di sintesi (urea), utilizzando il batterio Azospirillum brasilense (dei ceppi Ab-V5 e Ab-V6) ottenendo, oltre un risparmio di ¼ degli apporti di azoto, cioè circa 22 Kg rispetto a una dose/Ha calcolata in 90Kg ed anche, un risparmio di energia e riduzione di emissioni di carbonio (236 Kg), che quindi riduce l’Impronta di Carbonio (carbon-footprint) di questa coltivazione.
Lo studio a cui si fa qui riferimento è stato condotto sulla coltura del miglio, che è abbastanza praticata in Brasile e ha determinato un incremento medio del 3,1% della produzione di granella. L’attività dell’Azospirillum non si limiterebbe a determinare un apporto di azoto, ma provocherebbe anche un aumento di efficienza d’uso del fertilizzante, conseguente a un’azione secondaria di fitoregolazione delle piante, che è mediata dalla produzione di acido indolacetico (auxina), che stimola nel miglio la produzione di radici e agevola quindi la loro esplorazione del suolo, alla ricerca di acqua e sostanze nutritive.
L’ammontare del risparmio del risparmio nei costi di fertilizzazione è stato calcolato in 260 Reales (ovvero circa 48 Euro).
‘Embrapa Soja’, in dieci anni, ha condotto anni 20 test di campo su miglio, 26 dei quali al primo anno di prove, per verificare l’inoculazione dei ceppi Ab-V5 e Ab-V6 di Azospirillum brasiliense in dodici varietà commerciali/ibridi di miglio.
Durante tale esperimento, 35 giorni dopo l’emergenza del miglio, furono fornite a due diversi trattamenti (rispettivamente inoculato e non inoculato con azospirillum) dosi di azoto in copertura del 25%, 50%, 75% e 100% della detta dose di 90 quintali.
uno dei ricercatori che ha partecipato a questo studio, ha indicato che ‘fu uguale la resa in granella delle piante inoculate con 75% di concimazione azotata in copertura rispetto a quella delle piante che non furono inoculate e ricevettero 100% della dose di concimazione azotata; il che indica che è possibile ridurre la concimazione azotata di copertura del 25% senza perdita di produttività’; infatti la capacità di azoto-fissazione dell’Azospirillum è in grado di coprire tra il 5 e il 20% delle necessità della pianta.
In realtà, quanto emerge da questo studio, ovvero l’intensità dell’attività azoto-fissatrice libera dell’Azospirillum, potrebbe in parte risentire dell’associazione dell’organismo azoto-fissatore con dosi variabili di fertilizzante, che potrebbero rallentare l’azoto-fissazione. Viene, infatti, di solito sconsigliato di concimare con azoto le piante leguminose azoto-fissatrici, poiché, in generale, le reazioni chimiche vengono rallentate dall’aggiunta del prodotto di reazione, o dal suo accumulo.
Per dosi non particolarmente elevate l’aggiunta di fertilizzante azotato, in forme immediatamente disponibili, viene invece a volte consigliata come starter, per sopperire alle necessità delle piante in attesa che i noduli radicali degli organismi simbionti si sviluppino e l’attività azoto-fissatrice divenga più intensa.
Il dott. Nogueira ha peraltro evidenziato un ulteriore aspetto d’interesse dell’Azospirillum; esso non solo apporta fertilizzante alla coltivazione, ma svolge anche una funzione fito-regolatrice: ‘L’inoculante aumenta l’efficienza d’uso del fertilizzante azotato, che nelle condizioni brasiliane è raramente superiore al 50%, essendo in buona parte persa per lisciviazione (contaminando acqua di fiume e falde freatiche) e per emissione di gas a effetto serra.>/p>
L’Embrapa segnala di aver posto in commercio le prime dosi di inoculante all’Azospirillum brasiliense già nel 2009 e che annualmente ne sono vendute circa 2 milioni di dosi.
La questione chiave nell’utilizzo dell’inoculo di Azospirillum, in modo analogo a quanto richiesto nell’inoculo del simbionte Rhizobium, è di adottare buone pratiche d’inoculo e considerare che, trattandosi di un prodotto microbiologico, la sua efficacia è legata ai ceppi contenuti e alla modalità di conservazione (max. 30° C). Inoltre come segnala la ricercatrice : ‘Siccome l’inoculante contiene esseri viventi, sensibili al calore, dopo l’acquisto è necessario conservare il prodotto in un locale protetto dal sole e arieggiato, fino al momento dell’uso’.
La dott.ssa Hungria ha anche spiegato meglio l’azione fito-regolatrice dell’Azospirillum, indicando che esso è classificato come ‘BPCP’, ovvero come ‘batterio promotore della crescita delle piante’, un gruppo di microrganismi che colonizzando gli organi della pianta e i noduli delle leguminose stimolano la crescita sia attraverso fissazione biologica dell’azoto atmosferico, sia attraverso la sintesi di fitormoni, che influiscono sull’accrescimento radicale e quindi sulla capacità di assorbimento degli elementi nutritivi dal suolo, rendendo in tal modo disponibili maggiori quantità di fosforo e di potassio e aumentando la tolleranza agli stress, provocati da parassiti o fattori ambientali.
Fonte/i: Julierme Zimmer Barbosa - Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária (EMBRAPA), 2 novembre 2022
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 novembre 2022
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