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Molte persone utilizzano i sistemi Android su smartphone, tablets, smart-tv, tv-boxes e anche in automobile, però non tutti sanno che esistono sistemi Android per personal computer che funzionano come delle scatole, sia dentro sistemi Linux che Windows, per poi installarvi ogni possibile app che, ove previsto, risulta anche collegata a internet.
Apparentemente tali sistemi funzionano meglio se installati dentro Windows. Nel caso di Linux non sembrano funzionare (es. 'AnBox'), nelle distribuzioni del gruppo 'Ubuntu'.
La strada ottimale per disporre di un sistema Android su PC risulta, quindi alla fine d'installare in virtual-box appositi sistemi operativi Android per personal-computer: Android X-86, PrimeOS, BlissOS
E' teoricamente possibile installare Android anche sull'hard-disk, ma in tal caso dovrebbe essere l'unico sistema presente sul PC. Ciò è un'ottima soluzione per riutilizzare computer molto vecchi (e lenti), ma se solo si vuole installarlo in parallelo ad altri sistemi, alternativamente avviabili, accade spesso che Android ne blocchi l'avvio, poiché sovrascrive le stringhe di avvio degli altri sistemi, che non risultano più avviabili. Quando tale problema viene risolto, ripristinando l'avvio degli altri sistemi (es. Linux) è Android a non avviarsi più. Chi ha notevoli competenze riesce probabilmente ad aggirare questi problemi, poiché inspiegabilmente essi persistono insoluti ormai da tempo.
Alla fine la soluzione più efficace risulta installare Android in virtual-box. Tale tipo d'installazione offre dei vantaggi poiché permette la contemporanea attività del sistema principale e di quello accessorio, integrando tra loro i programmi di ciascuno.
Con Android in VirtualBox su Linux potremo quindi usare delle app di Android, mentre lavoriamo con sw per Linux. Il vantaggio sarebbe probabilmente maggiore se in virtual-box installassimo Windows. Nel caso di Android in virtual-box potremmo manovrare Whatsapp da PC, con un ambiente più esteso di un semplice desktop per personal computer, potendo in questo caso anche effettuare video-chiamate.
Un'ulteriore opzione è quella d'installare Android (o qualunque altro sistema operativo) dentro una chiavetta USB avviabile. Essa può essere rapidamente creata con apposito strumento software che è presente in qualunque distribuzione Linux; procedendo nella seguente maniera: prima si formatta la chiavetta in formato FAT32 e poi si installa il file '.iso' e cioè l'immagine 'Live' del sistema operativo. In questo caso però le app che si visualizzano all'avvio del sistema risultano installate nella memoria temporanea, così come la password della wireless; se il computer viene riavviato tali dati devono essere poi nuovamente inseriti.
Un alternativa più sofisticata è di usare una chiavetta come fosse un hard-disk e procedere a una vera e propria installazione del sistema operativo al suo interno. E' in tal modo possibile posizionarvi stabilmente le app e aggiornarle. Una chiavetta avviabile può eventualmente anche servire per attività di recupero dati in emergenza, o per il riavvio di sistemi operativi bloccati
Una chiavetta avviabile è ormai anche il metodo più usato per installare un qualunque sistema operativo su un personal-computer. In alcuni casi ciò può avvenire dal Desktop del sistema operativo avviato tramite chiavetta (avviabile), tramite un link d'installazione.
Più frequentemente l'installazione da chiavetta viene effettuata all'avvio del computer premendo (a seconda del proprio PC): F1, F2, F9, o F10, per determinare l'apertura del menù d'avvio avente differenti opzioni tra cui l'avvio da chiavetta USB, a cui seguirà l'apertura del menù d'installazione, nel quale anziché scegliere l'avvio 'Live' si dovrà in questo secondo caso scegliere 'installazione sull'hard-disk'.
La procedura d'installazione sull'hard-disk risulta abbastanza semplice per molti sistemi Linux, mentre è un po' differente e più complessa per Android; esistono comunque apposite guide online utili a evitare di compiere gravi errori, cosa sempre possibile.
Installando su hard-disk verrà, per prima cosa, richiesto di selezionare la lingua del sistema e soprattutto della tastiera, che è importante per la corrispondenza dei tasti ai caratteri italiani, essenziale per procedere senza difficoltà.
E' poi utile collegare, prima dell'installazione, ogni dispositivo d'input e output e il cavo di rete, perché siano agevolmente trovati e installati i relativi drivers.
Un'altra fase critica è poi la scelta (in genere) utile di effettuare il partizionamento manuale, indicando con precisione su quale partizione si voglia installare il sistema. Ciò deve essere chiaramente preceduto dalla creazione di apposite partizioni, che eventualmente affiancheranno un sistema preesistente che si voglia mantenere (es. Windows). In tal modo si protegge quest'ultimo dall'essere sovrascritto, poiché d'impostazione qualunque sistema operativo prevede di occupare l'intero hard-disk. Purtroppo da questo punto di vista il comportamento di Android in fase d'installazione non è completamente prevedibile e quindi a scanso di sorprese è meglio fare delle prove su un computer vuoto. L'installazione di Linux, particolarmente delle distribuzioni del gruppo 'Ubuntu', è molto più semplice ed affidabile.
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Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 giugno 2023
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