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Il tema del beneficio dell'attività orto-floricola sulla mente è molto attuale, ma suscita un po' di perplessità, essendo utilizzato da realizzatori e progettisti di giardini, per promuovere il loro lavoro
Alcune case di cura, dotate di appositi giardini di guarigione ('healing gardens') offrono attività di giardinaggio terapeutico, il quale si basa sulla convinzione vi sia una relazione tra l'ambiente del giardino e una migliore convalescenza da traumi mentali. Negli Stati Uniti alcuni giardinieri professionisti effettuano, ad esempio, attività di giardinaggio per militari che abbiano vissuto esperienze traumatiche in combattimento, che abbiano causato disordine da stress post-traumatico (PTSD).
Attività di giardinaggio terapeutico sono quindi spesso utilizzate per ridurre, in malati e anziani, stress/ansia e aumentare le emozioni positive, con l'obiettivo di arrivare a una presa di coscienza di sé, guidata dalla natura. E' già da tempo riconosciuto che gli ambienti naturali e verdi possano ridurre lo stress e che quelli urbani abbiano invece un effetto opposto.
Una recente ricerca condotta presso la stazione sperimentale del College of Bioresources and Agriculture, Horticulture Branch dell'università di Taiwan, ha riscontrato modifiche rilevabili della fisiologia del cervello, in corrispondenza dell'effettuazione di specifiche attività di giardinaggio.
Autore principale di questo studio è stato , professore e capo del Dipartimento di orticoltura e architettura del paesaggio presso la National Taiwan University di Taipei.
L'articolo illustrante tale ricerca è intitolato: 'Come fanno le attività orticole a influenzare l'attivazione cerebrale e le emozioni? Evidenza scientifica basata sulla connettività funzionale'; esso è stato pubblicato sulla rivista 'HortScience', della Società americana di Scienze orticole.
Sono stati effettuati due test sperimentali su un campione dei partecipanti allo studio condotto.
Il primo esame è stato l'Imaging a Risonanza magnetica funzionale (fMRI), che ha consentito di misurare ogni cambiamento della fisiologia cerebrale, durante le fasi dell'attività di giardinaggio considerate: preparazione del terreno, semina, fertilizzazione, diserbo e infine il raccolto.
Il detto esame consente di rappresentare graficamente l'effetto sulla psiche di diverse attività orto-floricole e di verificare quelle che più migliorino lo stato di salute mentale. E' stato poi anche possibile comprendere quando e come avveniva l'elaborazione di emozioni positive e quali attività aumentino meditazione, creatività, attenzione, rilassamento e riducano la depressione.
Le immagini (fMRI) furono registrate con un dispositivo Siemens Magnetom Prisma MRI, avente una forza di campo magnetico di 3 Tesla. Esso era fornito di una bobina a forma di testa e occhiali, che fornivano una stimolazione visuale.
Ad ogni persona coinvolta nell'esperimento sono stati misurati i livelli iniziali di attivazione cerebrale, una settimana prima dello svolgimento di ciascuna delle attività orti-colturali, le quali durarono per un periodo di 5 settimane. Alla fine di ciascuna prova, a sei dei partecipanti fu effettuato l'esame fMRI. Non fu possibile effettuarlo a tutti i partecipanti per la limitata disponibilità di apparecchiature diagnostiche.
Come riferito dagli autori dello studio, durante tale test, della durata di 10 minuti, fu chiesto ai partecipanti di rimanere svegli a riposo, con occhi aperti e lasciando fluire i pensieri, senza focalizzarsi su alcuno di essi.
Il secondo esame, effettuato a tutti i partecipanti allo studio, è stato il 'Profilo degli Stati dell'Umore' (Profile of Mood States - POMS), altro esame utilizzato per la misura di parametri psichici.
Esso si è servito di questionari, composti di 37 domande, aventi il fine d'identificare le emozioni psicologiche dei partecipanti alle differenti attività orti-colturali.
Le domande utilizzate si riferiscono a 7 differenti stati emozionali: vigore, stima confusione, fatica, rabbia, tensione e depressione e li identificano, attraverso la quantificazione del numero di domande che ricevono risposta ed utilizzando un'apposita scala di misurazione.
Sottraendo dal punteggio totale delle emozioni negative, quello delle emozioni positive si possono determinare i disturbi dell'umore (Total Mood Disturbance, TMD). Un basso valore di TMD indica uno stato emozionale positivo e quindi auspicabile. Tale misurazione si serve anche di una parallela valutazione di affidabilità dei dati rilevati.
Trattandosi di una ricerca che ha interessato il (molto sensibile) ambito psichiatrico dei partecipanti, essa è stata prima approvata dal Comitato di Etica dell'università nazionale di Taiwan.
I partecipanti allo studio hanno rilasciato un consenso informato scritto, dopo essere stati informati circa la sicurezza delle procedure a cui erano sottoposti. Tali aspetti di sicurezza hanno portato quindi ad escludere soggetti non idonei alla Risonanza magnetica funzionale (fMRI).
Lo studio ha inoltre previsto che i partecipanti avessero tra i 20 e i 30 anni e fossero in buone condizioni fisiche e mentali, di manualità destra, aventi una media capacità di visione e ascolto, non avessero pregresse malattie neurologiche e altri problemi medici. Chiaramente queste condizioni, come ammettono gli autori dello studio, ottimali per eseguire tale genere di ricerche ne rappresentano, anche uno dei principali limiti, poiché le persone che di solito si avvalgono di attività psicoterapeutiche di orto-floricoltura sono, al contrario, anziane e/o deboli e con pregressi disturbi neurologici.
>>I risultati dei questionari hanno mostrato che, attraverso le attività orticolturali svolte, è stata attivata, in differente misura, una connettività funzionale (FC) tra le regioni del cervello (che sono state definite con apposite sigle), promuovendo emozioni positive e consapevolezza di sé.
La comunicazione cerebrale funzionale tra zone differenti del cervello ha un ruolo cruciale nei processi cognitivi complessi, poiché ad essa è attribuita l'integrazione continua di informazioni provenienti da diverse regioni cerebrali. Gli eventi neurofisiologici che avvengono in zone differenti del cervello risultano infatti temporalmente collegati in presenza di tale collegamento funzionale; esso può però avere effetti differenti (o rappresentare emozioni differenti) a seconda della connessione (temporalmente sequenziale) di differenti zone del cervello, risultante ad esito dell'esame fMRI.
Precedenti studi neurofisiologici avevano esaminato l'instaurarsi di interconnessioni neurali tra specifiche zone del cervello in corrispondenza della visione d'immagini positive, o negative. Nel primo caso vi sarebbe un maggiore interazione tra la corteccia pre-frontale media (m-PFC) e il complesso tardo-positivo destro (r-LPC).
Altri studi avevano mostrato che il Complesso Cingolato Anteriore (ACC) è molto più attivo quando si vedono paesaggi naturali (montagne, parchi naturali e foreste) rispetto a quando si vedono paesaggi urbani. La felicità è infatti correlata all'attivazione della zona del 'Giro Temporale Superiore Destro' (R-STG) e della 'Corteccia Cingolata Anteriore Sinistra' (L-ACC), che è quindi fondamentale per rilevare effetti positivi del giardinaggio terapeutico.
Altre zone del cervello sono state collegate con la tristezza, la paura (amigdala sinistra e destra, cervelletto destro e insula destra); e il disgusto. Si tratta di un ambito di studio in continua evoluzione e pertanto non vi sono elementi di completa certezza che permettano di effettuare considerazioni di valore assoluto.
In corrispondenza di ogni attività di giardinaggio è stata quindi rilevata l'attivazione di specifiche zone del cervello in collegamento funzionale tra loro.
I benefici fisici e psichici delle diverse attività di giardinaggio sono attribuiti al fatto che i partecipanti si trovino a contatto col suolo, o guardino frequentemente delle piante.
Per quanto riguarda la preparazione del letto di semina e la semina, gli autori, richiamando anche studi precedenti, sostengono che la preparazione del sito di coltivazione e la semina hanno l'effetto d'indurre effetti simili a quelli della meditazione con presa di coscienza di sé.
In tali attività, a livello neurofisiologico (esame fMRI) è stato riscontrato un'attivazione della Corteccia Cingolata Anteriore e il collegamento funzionale tra quella destra e sinistra.
L'ACC è considerato produrre emozioni positive e ed è correlato alla regolazione emotiva e alla percezione emotiva nei processi cognitivi. Gli autori dello studio hanno quindi riferito che i partecipanti, durante la preparazione del sito e semina hanno ripetutamente girato e livellato il terreno raggiungendo in tal modo uno stato di consapevolezza focalizzata.
Lo studio a livello neurofisiologico dell'effetto delle attività di concimazione e diserbo ha mostrato invece una maggiore interazione funzionale tra Corteccia Cingolata Anteriore sinistra (L-ACC) e Giro Temporale Superiore Sinistro e Destro (L-STG + R-STG); studi precedenti citati evidenziarono che ciò si verifica nelle persone che soffrano meno di depressione; conseguentemente gli autori di questo studio hanno considerato se ne deduca che le attività di fertilizzazione e diserbo influenzino (positivamente) il livello di depressione e stabilità emotiva dei partecipanti alle attività di giardinaggio. Uno studio precedente aveva definito che la partecipazione ad attività orticole, come quelle di diserbo e raccolta dei frutti, attivi un recupero nell'ambiente naturale e riduca quindi sintomi di depressione e ansia. Inoltre dato che gli stadi di concimazione e diserbo implicavano la cura delle giovani piantine germinate, viene sostenuto che i partecipanti potevano aver sviluppato connessioni emotive con le piante di cui si prendevano cura, ricavandone benefici psicologici. Altri studi attribuiscono a tali attività un incremento delle emozioni positive e dell'attenzione.
I ricercatori hanno evidenziato anche altri fattori che potrebbero aver influito sul risultato di questo studio e in particolare un possibile effetto, su ciascuna delle attività, di cui è stato accertato il beneficio, di quella sequenzialmente precedente. Il risultato del giardinaggio terapeutico non sarebbe, in tal caso, determinato dalle singole attività, ma esplicherebbe un risultato cumulativo sulle connessioni ed emozioni del cervello. Inoltre il considerare altre attività potrebbe avere ulteriori effetti aggiuntivi.
Infine è stato segnalato che, a livello metodologico, l'effettuazione di interviste potrebbe dare un esito differente rispetto all'uso di questionari, come effettuato in questo caso.
Al di là dell'effetto neurofisiologico di creazione di collegamenti funzionali tra le diverse zone del cervello instaurato dall'effettuazione di ciascuna delle singole attività prese in considerazione da questo studio viene evidenziato che tutte le fasi dell'attività di giardinaggio terapeutico hanno, comunque, influenzato positivamente l'umore dei partecipanti rispetto al non essere coinvolti in attività orticole. Infatti coloro che non hanno partecipato a tale studio, come risulta dall'esame dei profili dell'umore (tramite questionari POMS, di cui sopra), hanno mostrato un linea di base di attività neurologica inferiore a quella di coloro che vi hanno preso parte.
Queste deduzioni partono dal considerare che oltre ad esservi una differente soddisfazione emotiva, dipendente dall'attività effettuata, il giardinaggio in funzione terapeutica fornisce comunque un miglioramento, attraverso attività statiche o dinamiche di giardinaggio.
Viene in tal senso segnalato che le aree cerebrali correlate a meditazione consapevole, regolazione emotiva, autocontrollo e pensiero creativo sono attivate da operazioni colturali dinamiche.
La concimazione, il diserbo e la raccolta inducevano emozioni più positive della preparazione del letto di semina e della semina, che determina un impegno più faticoso, che più probabilmente richiama emozioni negative, collegate alla fatica e all'ansia.
Durante la concimazione e il diserbo i partecipanti alla ricerca scattarono foto ricordo della crescita delle piante. Le fasi di germinazione e di crescita diedero quindi luogo a emozioni positive per un senso di realizzazione. Le aree cerebrali correlate alla stabilità psicofisiologica sono risultate attivate da attività statiche, come concimazione, diserbo e raccolta.
La partecipazione alla fase di raccolta ha portato principalmente all'elaborazione emotiva, al pensiero creativo e ad azioni simili alla meditazione consapevole. Secondo gli autori di questo studio, la fase della raccolta potrebbe suscitare esperienze più positive e benefici per la salute rispetto ad altre fasi.
E' in tal senso importante, però anche, considerare, come sottolineano i ricercatori che hanno compiuto questo studio che il suo effetto positivo dipende dall'aver utilizzato piante di facile cura, con alto tasso di sopravvivenza/successo: tale fattore ha sicuramente influito sul buon esito della coltivazione e sull'umore dei partecipanti a questo studio, che poterono rimanere soddisfatti dal compimento della crescita, con il raccolto finale. Le piante sono state inoltre coltivate tra ottobre e gennaio e tra aprile e maggio, in presenza di temperatura stabili e ridotti cambiamenti di stagione. Le attività di coltivazione sono state effettuate sempre al pomeriggio. Un differente ciclo colturale, tempo di coltivazione e impegni collegati avrebbe potuto dare un esito meno favorevole allo studio.
Il professor Chang, con il suo gruppo di lavoro presso l'università di Taiwan, facendo ricorso alla risonanza magnetica funzionale, è stato il primo studioso del paesaggio a misurare l'impatto dell'attività di giardinaggio, su quella del cervello umano, arrivando a dimostrare che, non solo, esso avrebbe effetto benefico sulla salute, ma può aiutare a introdurre attività orticole nei sistemi d'insegnamento e nei centri di assistenza terapeutica.
Ora professionisti ed esperti Terapia Orticolturale (Ortoterapia) potrebbero utilizzare i concetti emersi da questo studio, per focalizzare l'attenzione di partecipanti a tali attività, su tipi specifici di attività orticolturali, a misura delle loro necessità di cura e quindi adatte a stimolare la riattivazione delle necessarie connessioni funzionali tra aree cerebrali.
Fonte/i: Società americana di Scienze orticole (ASHS) – Rivista HortScience, 16 dicembre 2022 – comunicato del 2 febbraio 2023
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 28 febbraio 2023
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