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Uno studio dell’università del New-Hampshire, stato della costa orientale degli Stati Uniti, ha valutato con molta attenzione l’impatto delle mutate condizioni climatiche degli ultimi anni sull’adattamento del Trifolium pratense (trifoglio violetto; red clover) e quindi la sua capacità di continuare a produrre un foraggio sano e di buona qualità
Il Trifoglio violetto è un pianta foraggera coltivata, anche se meno che in passato, nell’Italia centro settentrionale e settentrionale. Essa era molto più comune fino a 40-50 anni fa quando, particolarmente nelle zone collinari, era meno conosciuta e coltivata l’erba medica (un’altra leguminosa), per la produzione di fieno. Il fieno di leguminose è un alimento ricco di proteine che si adatta bene all’accrescimento ponderale dei bovini da carne. Dove è più diffuso l’allevamento bovino da latte è invece più frequente la produzione di mais da trinciato.
Nell’ambito dei fieni di leguminose il Trifolium pratense è un trifoglio che raggiunge una buona altezza, uguale o anche maggiore dell’erba medica e predilige climi freschi appenninici, terreni più acidi di quelli in cui cresce l’erba medica, ma a differenza di questa sopporta meno l’umidità e resiste meno alla siccità. Il Trifolium pratense ha infatti un apparato radicale poco profondo ed è colpito da alcune patologie fungine. Per altro verso è un prato che si adatta bene alle rotazioni, poiché sebbene pluriennale, non va oltre i due tre anni. Al contrario l’erba medica dura di più e può essere coltivata per più anni di fila.
Se si considera che come fieno di leguminose il Trifolium pratense è particolarmente adatto all’allevamento dei vitelli e delle mucche da carne, la recente scoperta che esso sia in grado di produrre dei flavonoli, che hanno mostrato di agire come fito-estrogeni, composti abbastanza simili agli estrogeni prodotti dagli animali, che possono influire negativamente sulla salute riproduttiva del bestiame. Questo aspetto è divenuto critico e oggetto di attenzione poiché l’assunzione di estrogeni altera i comportamenti riproduttivi delle mucche e anche il loro ciclo riproduttivo, portandole a evitare l’accoppiamento e la gravidanza, con conseguenze economiche molto dannose per i produttori di carni bovine.
Secondo il National Animal Health Reporting System dell’USDA, per gli allevamenti da latte statunitensi, le mucche che hanno difficoltà ad iniziare e mantenere una gravidanza possono costare centinaia di milioni di dollari all’anno in spese per cure veterinarie e mancati guadagni per perdita di produzione di latte, mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole.
Lo studio riguarda l'influenza delle condizioni meteorologiche estreme sullo sviluppo di fito-estrogeni nelle colture foraggere ed è stato svolto presso il New Hampshire Agricultural Experiment Station (NHAES) dell’Università del New Hampshire, da parte di un gruppo di ricercatori tra cui gli scienziati e , insieme con dottorando in scienze agrarie e autore principale di un articolo che è stato pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.
Essi hanno scoperto che le condizioni di siccità raddoppiavano la quantità di composti fito-estrogenici nel Trifolium pratense, in modo analogo a quanto si verifica in piante che producono alcaloidi e altre sostanze tossiche (solanina e nicotina/patate, sostanze tossiche/lupino, alcaloidi/canapa).
Per contro il livello di fito-estrogeni nel trifoglio kura (=trifoglio caucasico) sono risultati molto bassi e non influenzati dalle condizioni di siccità e quindi potrebbe costituire un’alternativa in un Secondo lo studio, l'aumento dei composti fito-estrogenici presenti nel trifoglio rosso rappresenta un meccanismo di difesa, che protegge la pianta dalle condizioni avverse.
Lo studio è stato condotto presso le Macfarlane Research Greenhouses dell’UNH, dove i ricercatori hanno simulato varie condizioni di siccità e inondazioni sul trifoglio rosso e kura per imitare le siccità intermittenti e le forti piogge che il New Hampshire ha sperimentato negli ultimi anni.
Durante le prove compiute il gruppo di ricercatori ha anche variato il tempo di esposizione delle piante a questi trattamenti, 10 o 20 giorni, modellando ciò che potrebbe verificarsi in periodi più lunghi di stress idrico.
A commento dell’esito delle prove di campo compiute, Mandal ha riferito: ‘Diverse piante hanno sviluppato vari meccanismi per far fronte allo stress ambientale. La risposta del trifoglio rosso è quella di produrre più fito-estrogeni, mentre la risposta allo stress di Kura è stata più stabile e ha portato a livelli di fito-estrogeni bassi o non rilevabili. Poiché il clima nel New England diventa sempre più variabile e continuiamo a sperimentare periodi sempre più lunghi di siccità e inondazioni, sarà importante sapere come le diverse colture rispondono a queste diverse condizioni’.
Smith ha aggiunto a quanto detto dal suo collega: ‘Stiamo imparando che, anche in condizioni ideali, il trifoglio rosso produce livelli relativamente elevati di fito-estrogeni rispetto agli altri legumi che abbiamo testato, tra cui il trifoglio bianco, l'erba medica e il trifoglio. In determinate condizioni, il trifoglio rosso aumenterà significativamente il suo contenuto di fito-estrogeni’.
Mandal ha concluso dicendo che gli agricoltori possono utilizzare i risultati di questo studio per gestire le loro colture foraggere in modo più efficace. Ad esempio, potrebbe essere meglio limitare il trifoglio rosso o evitare il pascolo e la raccolta in periodi di stress da siccità per mantenere basso il consumo di fito-estrogeni da parte del bestiame.
Il trifoglio è considerato un eccellente legume da foraggio ed è quindi sicuramente utile e necessario effettuare ulteriori ricerche, per comprendere meglio come il suo contenuto di fito-estrogeni possa influire sulla salute riproduttiva delle mucche da latte e quali altri fattori ne influenzino eventualmente la formazione nelle piante di Trifolium pratense, al fine di riuscire a ridurne la presenza, tramite il controllo di tutti i fattori agronomici, da cui essa risulti influenzata.
I potenziali fattori influenti includono la temperatura e la carenza di minerali nel suolo, la presenza di malattie fungine o di insetti o il modo in cui vengono lavorate le colture foraggere.
‘Stabilire una linea di base dei livelli di fito-estrogeni nelle colture foraggere e apprendere quali altri fattori possano aumentare i livelli di fito-estrogeni può aiutare ulteriormente gli allevatori a stabilire diete foraggere che proteggano meglio la salute riproduttiva delle loro mucche’, ha concluso Mandal.
Lo studio è stato sostenuto economicamente dall'USDA National Institute of Food and Agriculture (NIFA) e dallo stato del New Hampshire. Ulteriore sostegno è arrivato dal dal Northeast Sustainable Agriculture Research and Education.
Fonte/i: New Hampshire Agricultural Experiment Station (NHAES) at the University of New Hampshire, 6 settembre 2024
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 31 ottobre 2024
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