Le formiche parassitizzate da trematode epatico lanceolato ne agevolano la diffusione, nelle ore più fredde del mattino

Molteplici organismi quando attaccati da parassiti modificano il loro comportamento adattandolo al ciclo del loro ospite: l’organismo colpito risulta alla fine schiavizzato dal suo parassita, che lo utilizza per nutrirsi e lo induce a comportarsi in maniera tale da massimizzare la diffusione della parassitosi nell’ambiente circostante

Un articolo pubblicato precedentemente su Agrolinker aveva mostrato il meccanismo di diffusione della toxoplasmosi, malattia diffusa da un protozoo il cui ciclo di crescita avviene in fasi successive tra topi/gatti/uomo: il Toxoplasma passa da un ospite al successivo determinando cambiamenti comportamentali: il topo si lascia catturare dal gatto, nel cui intestino il toxoplasma riesce a completare il suo ciclo.
Similmente tale comportamento parassitario è stato evidenziato anche in altre patologie, in cui il soggetto colpito tende a contagiarne altri.

Il trematode epatico lanceolato, nome comune del ‘Dicrocoelium dendriticum’ è un altro di questo genere di parassiti, sebbene si tratti di un verme platelminta. Esso è stato oggetto di un recente studio presso l’Università di Copenaghen, dove una studentessa di dottorato dell’Università olandese di Wageningen, Simone N. Gasque, ora biologo e parassitologo, aveva svolto la sua tesi di Master, studiando il comportamento delle formiche in ambiente forestale.

Il Dicrocoelium dendriticum è un verme platelminta trematode parassita, che durante il suo ciclo vitale, procedendo dallo stadio di uovo verso quello adulto, infetta, in sequenza, differenti organismi animali e, nel passaggio da uno all’altro, ne altera il comportamento.
Tra i trematodi che colpiscono gli animali di allevamento è molto nota anche la Fasciola hepatica, la quale può parassitizzare anche l’organismo umano. Il trematode epatico lanceolato è stato scoperto nel 1819, mentre il suo ciclo completo è stato compreso nel 1899.

Come spiega la dottoressa Gasque: ‘Nel caso del trematode epatico lanceolato, gli ospiti sono lumache, formiche e mammiferi, solitamente cervi.’ Il parassita deve passare attraverso tutti questi diversi periodi di differente parassitosi per completare il proprio ciclo vitale ed essere in grado di riprodursi’.
‘In una lumaca, il verme piatto cresce fino allo stadio larvale, che poi infetta una formica quando questa consuma una palla di melma espulsa dalla lumaca. Nella formica, la larva continua a svilupparsi, ed è in questo ospite che osserviamo un cambiamento comportamentale. In modo che alla fine il parassita possa infettare un mammifero e raggiungere l’età adulta. Un cervo non mangia deliberatamente le formiche vaganti, ma mangia erba o altre piante che potrebbero avere formiche su di loro.’

Il Dicrocoelium dendriticum è anche noto tra gli allevatori, come agente causale della dicroceliosi, affezione parassitaria diffusa anche in Italia negli allevamenti di ruminanti, che essendo animali erbivori, come i cervi, si nutrono delle foglie di erbe dei prati, su cui le formiche si posizionano e risultano quindi involontariamente ingerite, durante l’attività di pascolamento.

Come segnala Gasque: ‘Normalmente, le formiche sono sempre in movimento, ad esempio quando cercano cibo. Ma questo parassita può influenzare temporaneamente il comportamento della formica.’
In particolari condizioni ambientali le mandibole delle formiche si trovano in contrazione tetanica e quindi mordono le foglie delle erbe dei prati, lasciando le formiche saldamente ancorate ad esse.

Conseguentemente le formiche sono poi ingerite dai ruminanti che si nutrano pascolando sul prato.
Come riportato finora vi era solo l’ipotesi che i morsi delle formiche alla foglie dipendessero dalla temperatura ambientale, ma si considerava possibile anche l’interazione di altri fattori.

Come ha segnalato la dottoressa Gasque: ‘Dagli anni '70 e '80 i ricercatori presumevano che la temperatura o l'ora del giorno potessero svolgere un ruolo importante. Ma non c'erano prove concrete a riguardo. Alcuni anni fa uno studio nel laboratorio di Fredensborg presso l'Università di Copenaghen ha mostrato una correlazione tra la temperatura e il comportamento dei morsi in condizioni di laboratorio. Ma fino ad ora questo non era stato fatto nell’ambiente naturale delle formiche infette, motivo per cui ho iniziato a fare ricerca sul campo”.

Gasque ha condotto ricerche sul campo in una foresta danese, durante le quali ha rintracciato molte formiche (Formica polyctena) infette in13 giorni di lavoro. ‘Su 172 formiche ho anche attaccato piccole etichette colorate sulla parte posteriore. Ogni tag era numerato in modo da poter seguire da vicino gli individui. Ho anche registrato la temperatura, l'umidità relativa e l'ora utilizzando strumenti di misurazione.’

Durante le misurazioni Gasque ha constatato che le formiche mordevano la vegetazione soprattutto al mattino presto e alla sera. Durante il giorno, quando la temperatura saliva a gradi elevati, non restavano ancora attaccate alla vegetazione. Gasque: ‘Con la configurazione non possiamo individuare una soglia precisa di temperatura, ma ho visto che le formiche infette mordono notevolmente a circa 8 gradi.’
Quando la temperatura restava bassa, come in autunno, a volte restavano immobilizzate tutto il giorno, racconta Gasque. ‘Nelle calde giornate estive, a 36 gradi e oltre, nessuno o solo pochissime hanno mostrato questo comportamento. Poiché il parassita influenza il comportamento alle basse temperature, ciò aumenta la probabilità di trasmissione al suo ospite successivo. Dopotutto, i cervi pascolano all'alba e al tramonto dove le temperature sono basse.’

Resta da capire, in modo più preciso, quali meccanismi siano alla base del controllo parassitario del comportamento delle formiche sono necessarie ulteriori indagini, sebbene sia chiaro che la temperatura è il fattore più importante e che non esiste una relazione significativa tra il comportamento delle formiche dovuto all’infezione e l’umidità, la radiazione solare o l’ora del giorno.

Fonte/i: Wageningen Plant Research, September 18, 2023

Autore dell'articolo: , 30 novembre 2023

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