Le professionalità nella comunicazione scientifico-agraria e la divulgazione della ricerca universitaria: lo scrittore di notizie agricole

L'autore di un comunicato di ricerca, come è possibile notare da un'abituale lettura degli stessi, è una scrittrice, o uno scrittore agricolo, in un settore dove gli uffici di comunicazione in università ed associazioni di categoria sono spesso diretti da donne dotate di marcate competenze comunicative.

Lo scrittore agricolo è una figura di divulgatore, che appare molto popolare nei paesi anglosassoni, pur non essendo necessariamente agganciato all'ambito giornalistico, rispetto alle cui professionalità è meno avvolto da un alone di mito, ma è più concretamente orientato alla necessità di far giungere le informazioni prodotte dalla ricerca scientifica agraria delle università, direttamente alla gente comune ed anche ai media. Per questo il divulgatore scientifico-agrario si può definire e apprezzare come tale, come dotato di una sua competenza e professionalità specifiche.

L'extension-service e l'outreach

I divulgatori agricoli molto presenti negli Stati Uniti, Australia, Canada e in alcune altre nazioni sono particolarmente utili all'interno delle facoltà di agraria (più spesso indicate come facoltà di 'scienze della vita', per il più ampio spettro di materie insegnate), le quali sono dotate di apposite strutture di comunicazione specializzata definite servizi di 'Extension' (en.wikipedia.org) e/o 'Outreach', dove solitamente con 'Agricultural Extension' si intende la divulgazione agraria. In spagnolo la stessa espressione si traduce come 'Capacitación agricola'.

Extension inteso come divulgazione è però un termine utilizzato quasi esclusivamente nel contesto agricolo, del giardinaggio e dell'arboricoltura ornamentale (paesaggismo); i relativi servizi universitari si occupano anche della stampa delle pubblicazioni distribuite gratuitamente, o vendute, anche online. Presso i servizi (spesso cooperativi) di Agricultural Extension (CoopExt), lavorano anche tecnici esperti, spesso agronomi, che sono però genericamente denominati 'Extension-agents'; alcuni di loro sono dislocati in uffici territorialmente distaccati, che rappresentano delle vere e proprie interfacce con la gente, che ha così modo di apprezzare la qualità di un servizio pagato con le tasse. Consultando i siti internet universitari dei centri di divulgazione si può percepire la loro maggiore o minore abilità nel trasmettere il sapere scientifico alla gente comune.

L'Outreach (link al sito dell'Università dell'Oregon) (che letteralmente significa 'raggiungere fuori') è invece un termine che proviene dal mondo dell'assistenza e volontariato sociale, dove si usa con riferimento al contatto diretto con le condizioni di maggiore disagio sociale, dove i problemi si toccano con mano. In pratica si riferisce al 'raggiungere fuori' la gente dove sono presenti le maggiori difficoltà, una caratteristica tipica anche dei contesti rurali agricoli, particolarmente nei paesi in via di sviluppo, realtà in cui l'assistenza tecnica è decisiva per determinare un incremento del reddito delle popolazioni agricole. In pratica l'outreach consiste nella vera e propria assistenza tecnica, ma non è raro che l'extension-agent svolga anche compiti di assistenza tecnica in campo, con riferimento a specifici piani settoriali ('outreach plans'), essendo le due attività strettamente correlate.

Servizi di questo tipo sono spesso offerti dalle associazioni internazionali di cooperazione e supporto alle emergenze alimentari ed economiche, nei paesi in via di sviluppo come la FAO, l'IICA, ecc.. L'attività di outreach è anche una decisiva opportunità per valorizzare il lavoro delle università ed agevolare il trasferimento (tecnologico) delle innovazioni alle imprese. I bilanci delle università hanno quindi dei benefici di ritorno dalla presenza di un efficiente servizio di divulgazione esterna, che in ultima istanza favorisce anche la vantaggiosa cessione dei diritti di utilizzo dei brevetti sulle ricerche compiute.
Alcune università statunitensi hanno dei servizi di extension/outreach dotati di budget per finanziare attività di supporto tecnico nei paesi in via di sviluppo e che a volte sono affiancate dall'attività di uno specifico ente governativo denominato USAID che è attivo e più o meno apprezzato per le iniziative portate avanti in varie realtà di sottosviluppo di tutto il mondo. Per capire questo genere di politiche e le eventuali critiche contro di esse potrebbe essere utile rintracciare un recente articolo del quotidiano inglese di ispirazione liberale 'The Guardian', in cui è stata oggetto di parziale critica un'iniziativa del Presidente statunitense, che ha rilanciato la politica della 'Diplomazia scientifica' ('La diplomazia scientifica - scientific diplomacy - funziona, ma solo quando è genuina'; The Guardian) che, come riferito da tale quotidiano, era stata molto in voga nel secolo scorso e che veicolava la cultura scientifica e le innovazioni della ricerca statunitense nei paesi in via di sviluppo.

Le modalità più diffuse della comunicazione agricola

Lo scrittore agricolo, in ambito universitario, per come appare attraverso le interfacce online degli uffici di comunicazione di varie istituzioni accademiche, fa in genere riferimento ad un redattore, spesso uno dei vari che gestiscono i diversi ambiti tematici, oggetto di divulgazione e comunicazione esterna di una facoltà universitaria. Fondamentalmente si tratta dei membri degli uffici stampa. Sono però presenti anche altre figure, una sorta di liberi professionisti della comunicazione: agricoltori, docenti, ex-docenti, professionisti, cultori della materia, ma forniti di una specifica preparazione ai fini di una comunicazione efficace e per questo necessariamente obbiettiva ed etica che, come la comunicazione giornalistica, media tra la fonte dell'informazione e l'utente finale, ma che deve anche fornire sempre informazioni scientificamente fondate, pena il rischio di perdere la credibilità necessaria a perseguire i suoi fini di divulgazione.

Le fonti di questi autori, particolarmente nel caso dei comunicatori che operano per conto delle università sono spesso interviste agli autori di ricerche, a tecnici ed anche agricoltori, indagini di settore e contatti con gli attori delle filiere, oltre a pubblicazioni di ricerca su riviste scientifiche, la cui lettura e corretta interpretazione richiede una specifica competenza.

In alcuni casi si può constatare che l'articolo prodotto dal news-writer viene proposto nella forma di una news-column', in pratica un editoriale marcatamente tecnico, dalla forma grafica a colonna allungata e dallo stile testuale molto curato. Il termine, 'column' è ripreso dai giornali quotidiani e riviste e quindi più adatto a raggiungere l'attenzione del lettore medio. La news-column è spesso scritta direttamente dalla fonte della notizia, quando trattasi di docenti 'creativi', particolarmente preparati nella comunicazione dell'ambito tecnico di competenza.

Personalmente ho spesso proposto su Agrolinker traduzioni di 'news-column' scritte dal prof.Tom Turpin della Purdue University ('On Six Legs'), in cui vengono affrontati in modo gradevole e ben comprensibile aspetti tecnici anche complessi della entomologia generale ed agraria; altre 'colonne' molto interessanti, che potete leggere, nella loro traduzione, dagli archivi di Agrolinker sono quelle scritte dal prof.Dan GillDan Gill del Centro di Divulgazione 'AgCenter' dell'Università della Louisiana e che trattano di giardinaggio e cura del paesaggio.

I social network come stumenti di lavoro a tempo pieno e come curriculum viventi

I social-network sono uno strumento formidabile per capire quale sia la specifica preparazione professionale di molti comunicatori agricoli. Alcuni di essi sono noti per studiare maggiormente i rapporti con i media, altri coltivano le relazioni con gli attori del contesto rurale: le reti dello sviluppo rurale e agricolo, le quali a loro volta si interfacciano con i funzionari governativi, che abitualmente si confrontano anche con i rappresentanti di categoria e di settore produttivo degli agricoltori e delle industrie agroalimentari.

Attraverso questi canali passano moltissime informazioni che permettono di valutare e discutere online le riforme in fase di approvazione ed il loro impatto sul settore agroalimentare. Chiaramente in tutto questo c'è anche una parte di sola immagine e pura promozione (branding), che ciascun comunicatore bilancia in funzione delle proprie specifiche esigenze. E' utile notare che in tale attività di condivisione di strumenti di lavoro può apparire meno netto il confine (che esiste comunque) tra comunicatori e addetti alle pubbliche relazioni, o addirittura lobbisti.

Per interagire con dei divulgatori è sufficiente intervenire nelle chat agricole che di mese in mese aumentano di numero e specialità tecnica, che sono organizzate settimanalmente intorno alle tematiche di maggiore attualità e che fanno riferimento principalmente a coloro tra gli agricoltori che prestano maggiore attenzione alle tendenze del mercato, alle politiche agricole e di sviluppo rurale, alle innovazioni ed alle esigenze dei consumatori.

Per molti agricoltori il social-network è uno strumento essenziale di promozione delle produzioni, specialmente quando esse sono molto specifiche per settore e qualità offerta. Pertanto il divulgatore agricolo attento interviene puntualmente in questi contesti per tenersi in contatto con le tendenze emergenti e per veicolare le innovazioni ai loro diretti fruitori.

Per lo scrittore agricolo il social-network è uno strumento di aggiornamento e contemporaneamente promozione; per molti è uno strumento di lavoro completo, permettendo di mantenere una costante interazione con i colleghi e quindi un continuo arricchimento e qualificazione tecnica.

Occorre distinguere la comunicazione indipendente dall'attività di promozione connaturata nell'utilizzo del social-network

Per altro verso il social-network permette di divulgare il proprio profilo professionale e questo avviene sia consciamente, che incosciamente, a volte addirittura la consapevolezza può spingere a dissimulare l'impegno troppo trasparente del comunicatore, tramite uno spostamento tra molteplici piattaforme di comunicazione (Twitter, Facebook, Google +, Pinterest, Tumblr, Reddit, ecc.), che possono rendere meno visibile una costante presenza online e un intenso utilizzo di strumenti, comunque ormai entrati a far parte delle principali abilità degli uffici di comunicazione esterna e della vita pubblica e privata dei loro funzionari.
In altri casi all'opposto questo intenso coinvolgimento porta alcuni comunicatori, o meglio p.r., a trasmettere (con il supporto di fotografie, ecc.) uno stile comunicativo che integri l'ambito privato, come fosse anch'esso parte di una immagine complessiva della propria professione e ad essa connaturata, conferendo così all'ambito comunicato per lavoro un aspetto di genuinità e di reale raggiungibilità e contatto con i fruitori del messaggio. Queste sono strategie comunicative più tipicamente proposte dagli addetti alle pubbliche relazioni ed in tal senso Twitter permette anche di (solo) simulare questo contatto ravvicinato, poiché è concretamente possibile filtrare i messaggi in entrata genericamente diffusi dai propri 'following', pur mantenendo un'interattività con chi risponde ai propri messaggi e quindi limitando la reale presenza online, che può così apparire artificiosamente costante e vicina alla propria rete (network).

Nuovi spazi professionali per i comunicatori agricoli?

Lo scrittore di notizie agricole, ubiquitariamente presente nelle università statunitensi, canadesi, australiane ed anche di altre nazioni pare trovare un crescente riconoscimento da parte delle associazioni giornalistiche di settore, che sempre più si propongono e paiono acquisire maggiore rilevanza al proporsi come associazioni di giornalisti e scrittori agricoli, delle scienze della vita, o più genericamente scientifici.
Il giornalista ha spesso una formazione meno specialistica e anche laddove esistano giornalisti scientifici appositamente preparati, l'accesso alle relative carriere appare quasi ovunque così ristretto da lasciare aperto un vuoto, che risulta ben colmato da questa figura di divulgatore professionale di settore, particolarmente con riferimento alle scienze agrarie. Le associazioni di questi divulgatori sono anch'esse molto attive sui social-network e si intrecciano con quelle dei docenti con cui condividono l'abitudine e la necessità di istruire la gente e di divulgare conoscenze tecniche complesse, che divengono recepibili, nel momento in cui sia ad esse collegata una buona abilità comunicativa, che deve essere coltivata e a tal fine anche riconosciuta nella sua qualità tecnica.

Quanto qui sommariamente descritto è comunque una delle possibili fotografie che si possono trarre da un ambito molto variegato, frastagliato in continua evoluzione e che si presta quindi a molteplici interpretazioni, che non possono comunque far altro che prescindere dal contesto normativo, che varia da stato a stato, ma che pare sempre più secondario rispetto alla realtà delle competenze e delle collaborazioni che l'interazione online stabilisce, o pare stabilire, superando i confini geografici.

Fonte/i:

Autore dell'articolo: , 31 agosto 2013

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