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Recentemente un giornale della Società americana di Agronomia ha dato spazio a uno studio che approfondisce l'utilizzo dei fertilizzanti nella coltivazione delle patate, una questione che ha probabilmente acquisito anche un maggior rilievo, a causa della guerra in corso tra Russia e Ucraina, che ha ridotto la disponibilità di fertilizzanti, esportati particolarmente dalla Russia. In questo caso si parla in particolare di alcuni fertilizzanti potassici.
Sebbene il potassio sia un elemento rilevante nella nutrizione delle piante, non è molto utilizzato essendo ben disponibile nei terreni argillosi. E' invece ordinariamente carente nei terreni più leggeri, particolarmente in quelli sabbiosi. La pratica di un'agricoltura intensiva richiede comunque un maggiore apporto di fertilizzanti di ogni tipo. Infine alcune coltivazioni, particolarmente la patata, sono particolarmente esigenti in potassio.
Tra i fertilizzanti potassici la scelta è di massima ridotta a tre, o quattro: il cloruro di potassio (silvite), il più economico e prevalentemente proveniente da Russia e Ucraina; il solfato di potassio (kainite), il nitrato di potassio (nitrato del Cile), il solfato di potassio e magnesio.
Il cloruro di potassio viene spesso sconsigliato a causa del suo essere un sale e per l'alto contenuto in ione cloruro. I sali, come il cloruro di potassio, o il cloruro di sodio, specialmente nelle zone più aride, non vengono adeguatamente dilavati e impregnano lo strato superficiale del terreno, abbassandone il potenziale osmotico e quindi trattenendo acqua, che viene sottratta alle radici delle piante. Lo ione cloruro è un elemento nutritivo necessario, ma sempre in dosi molto ridotte. Quando è presente nel terreno in quantità maggiori possono risultare tossiche per le piante (fitotossiche).
Nel caso della concimazione di patate con cloruro di potassio, precedenti studi segnalavano che lo ione cloruro riduce il peso specifico dei tuberi, un aspetto qualitativamente sgradevole, poiché ad esso corrisponde un maggior contenuto di acqua e minori qualità organolettiche, poiché le patate più ricche di acqua hanno maggiori tempi di cottura e tendenza ad assorbire olio durante la loro frittura; la frittura è una modalità di cottura delle patate molto diffusa, particolarmente nell'industria alimentare.
Sul problema dell'assorbimento di cloruro da parte delle coltura di patate, alcune interessanti informazioni sono emerse da uno studio che è stato effettuato presso il Servizio di divulgazione cooperativa dell'Università della California, da , consulente di agronomia e studentessa di dottorato presso l'Università dello stato dell'Oregon.
La dott.ssa ha studiato le dinamiche di assorbimento del cloruro di potassio, del solfato di potassio e del solfato di potassio e magnesio, nella coltura pataticola. Il suo lavoro è stato poi pubblicato su Agrosystems, Geosciences & Environment Journal, una pubblicazione della Società americana di Agronomia e dalla Società americana di Scienza delle Coltivazioni (USA).
Durante la ricerca compiuta in California i tre fertilizzanti potassici sopra indicati sono stati somministrati a diversi appezzamenti, rispettivamente 210 giorni prima della semina (autunno), 14 giorni prima della semina (primavera) e 35 giorni dopo la semina.
All'esito delle valutazioni effettuate è emerso, in relazione all'utilizzo di cloruro di potassio, che l'applicazione autunnale, a differenza delle altre, non ha aumentato l'assorbimento dello ione cloruro da parte delle piante di patata. I ricercatori ritengono che ciò sia dovuto al fatto che il cloruro, durante periodi piovosi, come l'autunno, è dilavato dalle precipitazioni a una profondità del suolo, inferiore a quella interessata dallo sviluppo delle radici. Peraltro lo sviluppo radicale è anche successivo, poiché le patate sono seminata all'inizio della primavera e cioè 210 giorni dopo la detta concimazione con cloruro di potassio.
La dottoressa Light ha detto su queste questioni: 'I fertilizzanti sono sali solubili e la lisciviazione è il processo di drenaggio dei sali dal terreno. Soprattutto nelle aree a bassa piovosità, l'alto contenuto di sale nella zona radicale delle colture, noto come salinità del suolo, è una delle ragioni principali per cui i campi possono diventare incoltivabili'.
Dall'analisi dei tessuti delle piante di patata (steli e foglie) risultata una maggiore presenza di cloro in alcuni organi vegetativi, delle piante delle due prove concimate in primavera (14 giorni prima della semina e 35 dopo la semina), ma ciò non ha influito, nelle tre prove di di fertilizzazione, sulla fertilità del suolo e quindi la resa della coltura, la qualità delle patate e il loro peso specifico; sebbene, viene segnalato, vi sia il rischio che i residui vegetativi della coltivazione terminata, abbandonati sul suolo, possano gradualmente arricchirlo di cloro, determinando il manifestarsi di sintomatologia da eccesso di cloro nel lungo periodo.
'Le piante di patate assorbono il cloruro quando è disponibile e il cloruro si accumula nel tessuto vegetale, fino al raccolto delle patate', afferma Light. 'Sebbene il peso specifico non sia stato influenzato dal trattamento in questa ricerca, se il cloruro vegetale elevato è motivo di preoccupazione, l'applicazione di cloruro di potassio in autunno è un modo per ridurre l'assorbimento di cloruro. Questo perché ha il tempo di viaggiare, o filtrare, più in profondità nel terreno'.
La ricerca della dott.ssa Light è stata finanziata dall'Istituto nazionale per il Cibo e l'Agricoltura e del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, con il supporto di Compass Minerals. Il progetto di ricerca, come precisato dall'Università della California, era stato iniziato dall'agronomo , del Servizio di divulgazione universitario, morto nel 2014. Poi lo stesso studio fu proseguito dalla Dott.ssa Light, insieme a , anche lui della Oregon State University.
Fonte/i: American Society of Agronomy, 20 marzo 2023
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 aprile 2023
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